Settembre: una mappa senza direzioni

L’estate sta finendo e lo strano mese di fa pensare. Il tuo corpo ostile a quel processo inevitabile di perdita dell’abbronzatura si rende conto che stare all’ombra sbianca. Per molti addirittura il tono che sbiadisce comporta un calo di bellezza. Eppure in fondo il problema dell’inizio dell’autunno non è tanto estetico quanto più ontologico: la nostra mente non perde intensità cromatica e già si proietta ad un nuovo anno tutto da creare. Paura?

Qualche attimo di paura io ce l’ho, settembre porta con sé l’inizio dei doveri che la voglia di mare aveva lasciato nel dimenticatoio. Per i più piccoli suona la sveglia e sembra si torni a scuola, per quelli come me, l’università è un grande punto di domanda. Se la dovessi immaginare con fattezze umane la vedrei intenta a difendere una pila di libri instabili bersagliati da pistolette misura temperatura. Chi vincerà? Per non parlare dei lavoratori, di chi diventa fuori sede e di chi torna a casa. Di chi a gambe incrociate e con un computer maneggiato come un libro tascabile abbraccia il “southworking“, il lavoro da remoto con la bussola verso sud.

Tuttavia siamo qui, molti accomunati dalle stesse dinamiche incerte ma tutti, credo, entusiasti di sfidare le avversità e crearsi un posto nel mondo. Siamo abituati a darci un’ultima meta che poi diventa la penultima, perché fermarsi è troppo semplicistico. Io mi sento come dietro ad un vetro, attendo che il suo essere incolore prenda nuova forma da quello che c’è aldilà per poi uscire e costruirlo a modo mio. Non sono ammesse marce indietro, bisogna agire e se a volte si dice che la vita è come un romanzo, perché allora non pensare ad un lieto fine? Non saprei, intanto mi dico di essere fiduciosa perché settembre aspetta noi e odia i ritardi.


Una sedia sotto la pioggia

Per i primi attimi di fine estate certamente scorrerò le foto del telefono, quelle circa quattrocento memorie di serenità che ho scattato. E in un giorno caldo di pioggia di metà del mese ripenserò alle vacanze più belle, al tettino aperto della macchina, ai brindisi condivisi, alla mascherina in ogni borsa, alla fortuna di poter essere, anche per singoli istanti, felici. Poi smetterà di piovere, la malinconia verrà riposta in un cassetto vecchio e rivisto il sole spunterà di nuovo l’energia per un nuovo inizio. E per voi che volto ha settembre?

Leggi anche:

Una vacanza con il finestrino aperto
Milano ArtWeek 2020, edizione speciale di settembre
Sconti per corse in taxi a Milano: chi può aderire