Philippe Daverio, Alla Pinacoteca di Brera la camera ardente

Volto amatissimo dalla sua Milano, dal pubblico televisivo, dagli appassionati di arte, lo storico Philippe Daverio scompare a 70 anni il 2 settembre; presso la la camera ardente

Tutta la Pinacoteca di Brera e il suo direttore James Bradburne è vicina con affetto alla famiglia di Philippe Daverio, prezioso e insostituibile amico. Membro del comitato scientifico del museo che con la sua passione, la sua genialità, la sua inesauribile verve ci ha reso tutti più consapevoli del valore della bellezza e dell’arte”. Così il ricordo della Pinacoteca milanese presso cui sarà allestita la camera ardente giovedì 3 settembre. Dalle 9.30 alle 18.30 è possibile rivolgergli, dunque, un ultimo saluto presso la Sala della Passione. Ingressi contingentati. I funerali, invece, si svolgeranno in forma privata, a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, nella giornata di venerdì 4 settembre.

Daverio aveva 70 anni ed era ricoverato presso l’Istituto dei tumori di Milano. La sua scomparsa ha colpito davvero tutti, tanto era stimato. Il critico, politico, saggista francese aveva trovato nella nostra Milano la sua casa, qui dove insegnava presso le Università, come lo o il Politecnico, dove ha aperto la sua prima galleria, in via Montenapoleone. A Milano Daverio ha frequentato la , senza però arrivare alla laurea. Lui stesso sosteneva: “Io non sono dottore perché non mi sono laureato, ero iscritto alla Bocconi nel 1968-1969, in quegli anni si andava all’università per studiare e non per laurearsi”.


A Milano era particolarmente amato anche per il suo ruolo di assessore negli anni Novanta. Ma è la televisione che lo ha fatto conoscere al grande pubblico. Si ricordano preziosi programmi divulgativi come Art’è nel 1999, Art.tù nel 2000,  Passepartout. Una grande mancanza.