Per Dynamo Camp, a piedi fino in piazza Duomo

Da Varazze a Milano, piazza Duomo, a piedi. La sfida riuscita, anzi no, “Preferiremmo chiamarla esperienza” di Francesca e Filippo. Lo scopo? Raccogliere fondi a sostegno di Dynamo Camp, che si prende cura di bambini e di ragazzi malati, in terapia o nel periodo di post ospedalizzazione. C’è ancora tempo per le donazioni

Un viaggio a senso solo, come una canzone che girava nelle radio qualche anno fa. Ed è veramente musica ascoltare le parole di Francesca Massa e Filippo Caviglia, insegnante di danza lei, agente di commercio lui, entrambi 37enni, sposati, genitori, abili camminatori. A cavallo di Ferragosto decidono di compiere la loro “impresa eccezionale”: partire da Varazze, Savona, per arrivare a Milano, piazza Duomo. A piedi. Una sfida riuscita per una causa importante, sostenere Dynamo Camp, un camp di terapia ricreativa, il primo in Italia, appositamente strutturato per ospitare gratuitamente per periodi di vacanza e svago bambini e ragazzi malati, in terapia o nel periodo di post ospedalizzazione (qui per maggiori informazioni).

Più che una sfida preferiremmo chiamarla esperienza – ci raccontano. Milano l’abbiamo sempre considerata vicina. Quando però i chilometri li metti tutti insieme, passo dopo passo, allora non sembra più così. È proprio allora che si è costretti a cambiare punto di vista“. La sorpresa più grande? “Apprendere come a un altra velocità tutto possa cambiare e sembrare davvero più bello. Parlare con un vecchietto annoiato in un paesino della pianura in un pomeriggio assolato, a Ferragosto. Mangiare le more lungo un sentiero oppure i pomodori della piantagione. Sentire i profumi dei campi di malva, fermarsi all’ombra di un albero e vedere un airone a pochi metri che spicca il volo…

Francesca, come vi siete avvicinati a Dynamo Camp? In che cosa ci si sente speciali?
Conosciamo questa realtà già da qualche anno. Nel paese in cui viviamo si è creato un gruppo territoriale molto attivo che organizza eventi per la raccolta fondi: tornei di calcio balilla, serate a tema, green volley, cene di Natale… Lo scorso maggio ho terminato la formazione da volontaria. Ora attendo con fiducia la chiamata per andare sul campo, a una sessione con i bambini. Non vedo l’ora di rendermi utile davvero. Chi è stato a Dynamo Camp torna con il sorriso. Tutti, bambini, genitori, volontari, sono d’accordo sulla stessa cosa: Dynamo Camp non si può raccontare.

 

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Quanto è durato il vostro viaggio a piedi?
Siamo partiti lunedì 12 agosto da Varazze, alle 14. Siamo arrivati davanti al Duomo di Milano alle ore 13 di venerdì 16.

E dove avete dormito? Inutile precisare che sono qui che aspetto un aneddoto curioso che vi è capitato.
Nulla era stato pianificato prima, a eccezione della prima notte, quando ci siamo fermati a Masone, sulle alture di Genova. La fortuna è stata sempre dalla nostra parte. Abbiamo trovato posti accoglienti e puliti, affittacamere e b&b. Nella terza tappa, a Cornale, un paesino sulla sponda sud del fiume Po, una signora gentilissima ci ha ospitati a casa sua. È stato meraviglioso scoprire che la sua villetta aveva anche una piscina. Le sue parole Se volete potete anche fare un bagno risuonano ancora nelle nostre orecchie come la voce di un angelo… Dopo più di quaranta chilometri di cammino per il secondo giorno consecutivo, era proprio quello che ci voleva!

Francesca, hai mai avuto un momento di sconforto durante il viaggio, magari per la troppa stanchezza?
Arriviamo a Binasco dopo 43 chilometri di cammino. Il terzo giorno consecutivo di distanze da maratona. Mi tolgo le scarpe e i piedi iniziano bruciarmi, sono pieni di bolle rosse. Ho freddissimo e ho la febbre. Filippo si prende cura di me, massaggia i miei piedi, mi cosparge di arnica. Prendo una Tachipirina e vado a dormire. Il giorno successivo, dopo più di dieci ore di sonno, mi sento un fiore! Non avrei mai rinunciato all’ultima tappa.

 

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Applausi‼️‼️ Ora manca solo il duomo… Bravi, bravi… #dynamocamp #dybc #varazze #milano #vrz4dynamo #righttohappiness

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Dopo più di 170 chilometri a piedi, finalmente il traguardo: il Duomo di Milano. La prima cosa che avete pensato è stata…
Francesca: Avrò perso almeno un chilo? E Filippo: Un Campari, grazie! Scherzi a parte. La prima cosa che abbiamo pensato, appena vista la prima guglia spuntare tra i palazzi, è stata: ‘Ce l’abbiamo fatta‘. Non davamo per scontata la riuscita della nostra avventura. Eravamo sinceramente felici!

Nella pagina Instagram locale del vostro gruppo, oltre al racconto della vostra impresa, mi ha colpito un post in particolare. Un gruppo di bambini che con il loro mercatino hanno raccolto fondi per la causa. Dynamo è un’esperienza che unisce le forze di chiunque, grandi e piccini.
Da genitori possiamo dire che l’entusiasmo che riescono a trasmettere i bambini non è paragonabile ad altro. Quando si dice che bisognerebbe imparare a ragionare come loro, non è retorica. Con le loro vocine sono riusciti a sensibilizzare un sacco di persone e hanno rinunciato a comprarsi il gelato per aiutare bambini meno fortunati di loro. Il gesto parla già da sé.

 

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Lo rifarete ancora?
Non siamo degli eroi e la gente non dovrebbe neppure ringraziarci. L’avremmo fatto ugualmente e avere avuto il supporto di tutte le persone che ce lo hanno dimostrato è stato magnifico. Siamo noi a dover ringraziare! Anche a nome di Dynamo Camp. Sarà un dovere, a questo punto, buttarci in un’altra esperienza simile, ancora non pianificata. Magari coinvolgendo più gente!

Come potervi aiutare?
Si possono fare ancora donazioni per la nostra campagna, c’è tempo fino al 31 agosto. Questo il link.

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