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MALAG

C’erano una volta e ci sono anche oggi le anime di piccole e indifese creature, che vennero imprigionate in corpicini di gesso per abbellire i giardini degli esseri umani. C’erano una volta e ci sono ancora degli animi sensibili di esseri umani che credono nei sogni… Abbiamo cercato di scoprire chi sono gli appartenenti al Movimento Autonomo per la Liberazione delle Anime da Giardino, senza vederne i volti, ovviamente.

Quando e come è nata l’idea di salvare i Nani da giardino?
“Il M.A.L.A.G. nasce nell’estate 2000 dalla mente perversa de “Il Bolognese”, “Orso” e “FraLiedfe”, che, in vacanza in Friuli, notarono la moda trash di abbellire ogni giardino con dei nanetti di gesso. La leggenda racconta che i tre, di fronte ad una villa ai limiti del bosco, sentirono l’urlo disperato dell’anima racchiusa in un oggettino di gesso. Colpiti dal dolore di questo essere indifeso, decisero che la loro missione sarebbe stata liberare dalla schiavitù tutti i nani del mondo, a partire da quelli italiani.”
 
Da piccoli che rapporto avevate con le fiabe e coi nanetti? Avete subito qualche “trauma” legato a questo mondo fatato o ai dischi del cantastorie?
“Così, a prima vista, qualche problema sembra scontato che possa esserci!
Ma, in generale, penso che nessuno di noi (e per i fondatori è una certezza) abbia mai avuto un rapporto difficile con fiabe nè tantomeno si può pensare a traumi infantili. Forse avevamo già una certa sensibilità per captare i problemi dei nostri piccoli amici.”
 
Dove c’è la maggior concentrazione di Nani da giardino e quindi dove operate più spesso?
“Le segnalazioni si rincorrono sia sul sito che sul forum. Ne escono sempre di nuove e si aggiornano o si rivedono quelle vecchie. Anche in posti dove si pensava fosse difficile trovar qualcosa si è operato e si riopererà. Sicuramente le grandi città sono dispersive ed è più facile trovarne in giardini di campagna o ancora meglio in qualche casetta di montagna dell’alta Italia.”
 
Descrivete uno dei vostri salvataggi e cosa provate nell’attuarli…
“La prima storica missione rappresenta il cuore del movimento per le forti emozioni provate nel liberare per la prima volta un nano.
Agosto 2000 – Provincia di Udine
Nano con cane e falchetto sulla spalla
Membri: Il Bolognese, FraLiefde, Orso
E l’ottavo giorno iddio creò il MALAG.
Il trio si aggirava per le stradine della periferia di un piccolo villaggio in terra di Udine. In macchina Orso al volante, al suo fianco FraLiefde, dietro Il Bolognese. Dopo un paio di giri scovarono un giardino di una stupida villetta infestato di nanetti, proseguirono senza dare nell’occhio; pensiamo sul da farsi, il posto era abbastanza buio anche se molto vicino ad un villaggio turistico. L’auto si affiancò al giardino, la posizione era pericolosa, ma sembrava non esserci persona in giro. Orso spense il motore e le luci, il reparto operativo uscì dagli sportelli di destra. Avevano massimo 10 secondi di tempo e stavano facendo troppo rumore. I nani erano tanti nel giardino e bisognava prendere quello più facile. Presero il nano con l’aquila, il più grande e quindi il più bisognoso di vita. Erano ancora troppo inesperti per osare. Dopo il rapimento, l’auto in silenzio e a fari spenti si allontanò. Andarono a cercare un posto sicuro dove nascondere il fantoccio. La missione era riuscita alla perfezione. Il giorno dopo, il trio recuperò il nano per fare le foto di rito e per liberare la sua anima. In una foresta vicina, alle 18:00 in punto, la prigione fu distrutta contro un albero. Purtroppo il nano era di cartapesta e non di gesso come speravamo. La prima liberazione fu compiuta e la leggenda iniziò.”

Vi ha mai parlato un nano da giardino? Se sì, cosa vi ha detto?
“Il primo, quello storico. Quel triste lamento che fece scattare in noi l’idea del movimento. Non ci si parla con i nani. Si scambiano sensazioni ed emozioni con gli occhi ed i gesti.”

Cosa proporreste nei giardini, in sostituzione dei liberati nanetti?
“Erba, una pianta, un’aiuola, qualcosa di naturale…”
 
Cosa dice la gente di voi?
“Pareri molto entusiasmanti, c’è chi simpatizza per il nostro movimento, capendone in parte l’atteggiamento ed il fine che ci trova coraggiosi e romantici paladini della giustizia. C’è chi la goliardia non sa dov’è di casa che ci insulta. E c’è chi non capisce e ci critica.”
 
Qual è il vostro sogno?
“Liberare i giardini italiani dai nani.”



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