“Il corpo e l’anima” di Sandra Milo

Sandra Milo pubblica una raccolta di poesie e si racconta a Milanodabere. L’amore per la nostra città, dove ha vissuto e dove torna per presentare il libro e gli spettacoli a teatro, “Milano è severa e meravigliosa”. L’amore per il suo Federico (Fellini, naturalmente), la passione per le piante. Quella Sandrocchia che non è mai andata via e quella filosofia di vita, l’infedeltà, da sbandierare con orgoglio

Mi scusi, l’ho fatta attendere perché stavo innaffiando le piante sul balcone“. Sono le 9.30 del mattino e Sandra Milo giustifica così il suo leggero ritardo. “Mi piacciono le piante, sono di una bellezza… un ristoro per la vita e per l’anima“. È un fiume in piena. La sua disponibilità nei miei confronti è pari al suo carisma. Nella sua voce c’è tutta quell’imbambolata e rasserenante sicurezza di Sandrocchia, come la definiva “Il mio Federico“. Fellini, naturalmente.

Mi viene in mente la stessa ammaliante ingenuità di quando scende dal treno e va verso Marcello Mastroianni in , tanto per citare uno dei numerosi film che l’hanno resa una diva del cinema. “Quella Sandrocchia è rimasta ancora“, mi rasserena. “Ho sempre cercato di non cambiare nel tempo, ho iniziato a lavorare in fabbrica che avevo 12 anni e ancora oggi mi sento un’operaia che lavora in fabbrica“. Oggi che di anni ne ha 86 e che non si è ancora fermata un attimo. “Sono cinque anni che non faccio una vacanza, sa?“.


Le confesso che in lei rivivo alcuni piacevolissimi ricordi, di quando, seduto sul divano di casa, con mio padre, guardavo per la prima volta Giulietta degli spiriti oppure ancora Sordi, Manfredi, Gassman e al loro fianco sempre lei, Sandra Milo. Ringrazia, sentita. Cosa le direbbe Fellini, se potesse vederla oggi, che non si ferma mai un attimo? “Mi capirebbe. Anche lui lavorava sempre, era molto creativo, all’epoca non era facile fare i film, dovevi avere a che fare continuamente con molte persone diverse, andare sempre in giro… una grande fatica. Ma Federico metteva tanto amore nelle cose e aveva tanto senso del dovere“.

Oggi in TV, presto di nuovo al cinema protagonista di due pellicole, attrice a teatro – “Sarò a Milano per uno spettacolo per celebrare il centenario della nascita di Fellini” – e, non da ultimo, scrittrice. In questi giorni infatti è uscito Il corpo e l’anima (Morellini Editore), una raccolta di poesie evocative, scritte di suo pugno (due presentazioni a Milano, il 19 settembre presso Mondadori Megastore di piazza Duomo, ore 18.30, e il 17 novembre alle 12.30 all’Anteo, all’interno della manifestazione Bookcity).

Milano, dove ha vissuto per un po’ di tempo, non vede l’ora di rivederla.
Milano l’ho amata tantissimo. Sono venuta qui dopo la guerra, è una città fantastica. Mi hanno colpito i suoi palazzi, così severi ma con all’interno dei cortili meravigliosi, pieni di fontane, di fiori e di piante. Così è anche l’animo dei milanesi, all’apparenza severo ma all’interno meraviglioso. Un amico, a Milano, ce l’hai per sempre. Ho vissuto molti anni in Corso Venezia 41 al settimo piano. Non c’era l’ascensore, anzi c’era, ma non funzionava a causa di una lite con il padrone di casa. Dovevo fare sempre sette piani a piedi. Arrivavo in cima e mi sentivo in paradiso.

Ripasserà adesso da Corso Venezia 41?
Ci passo sempre, lo faccio ogni volta che vengo a Milano. Lì vivevo con mia madre, mia sorella, era un periodo bellissimo. Poi, di Milano, mi piace molto il Duomo. Ho una copia della Madonnina sempre con me.

Le porta fortuna?
(Mi rimprovera). No, non porta fortuna. Le immagini sacre ci proteggono.

Veniamo alle poesie del suo libro. La prima è un Canto alla vita. “Ho visto il mio viso cosparso di rughe e non c’era niente che potevo fare”. Che rapporto ha con la sua evidente bellezza?
Ne ho sofferto a 50 anni. Ero bella ma i segni del tempo si vedevano. Il primo impatto è stato doloroso. Poi ho capito che dovevo trovare piacere in altro. Ho capito che la mia bellezza c’era ancora, si stava solo trasformando. Nella vita il cambiamento è tutto, ero forte ed energica come sempre e la mia bellezza si stava solo modificando, lasciando sul mio corpo lo scorrere del tempo.

Al telefono dico a Fellini che voglio abbandonare il cinema, lui mi organizza un provino a casa per 8½. Ce l’hai una chitarra? – No, però ho un gatto di peluche. – Prendilo in braccio e accarezzalo, motore, azione!

C’è anche una poesia che riguarda un tema di grande attualità, s’intitola L’emigrante.
Le dirò una cosa (si commuove). Tutta quella gente che muore in mare mi fa stare male, potrei esserci io, potrebbe essere mio figlio. Lo sa che non mangio più pesce? Certo, è solo un piccolo atto di rispetto, è una mia personale forma di preghiera. La vicinanza, se pur solo spirituale, mi aiuta a capire meglio le persone. Siamo tutti uguali, con gli stessi diritti e gli stessi dolori. Le differenze, se ci sono, sono solo sociali, non umane. Uomini e donne, bianchi e neri…

Gay ed eterosessuali… lo sa che lei è un’icona gay?
Beh, sì, certo. Ma ripeto, siamo tutti uguali. Il prossimo anno sarò a teatro con uno spettacolo in cui interpreto una drag queen che scopre di avere avuto figlio in gioventù. Mi trovo benissimo in quei panni, è emozionante.

Di Milano mi stupivano i suoi palazzi così severi, ma con dei cortili meravigliosi, all’interno sono pieni di sorprese. Così è anche l’animo dei milanesi

Insisto su Fellini. Cos’ha rappresentato per Sandra Milo?
Federico è il mio amore assoluto. Nessuna infedeltà. Il rapporto d’amore più bello, in assoluto, della mia vita. Sono stata fortunata. Insieme abbiamo percorso un cammino, fino all’apice.

Con una poesia si domanda, nel titolo, Cos’è l’amore? La risposta?
È l’essenza della vita. Un ingrediente che mettiamo ovunque. L’amore è sul lavoro, in famiglia, persino su un vestito che indossi e che ti piace. Senza l’amore la vita sarebbe insopportabile.

Eppure ho letto da qualche parte che lei ha dichiarato di non sapere cosa sia la fedeltà.
È vero, non sono mai stata fedele. Mica mangi solo pasta o solo la pizza. Nessuno di noi lo è, non siamo nati fedeli. La fedeltà nasce dalla mente ma nessuno in natura è fedele. Tantomeno io.

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