Heather Parisi: Milano? Perfetta. La TV di oggi? Non mi piace proprio

Crilù è ciascuno di noi”, parola di Heather Parisi. Dall’Italia, dove “Si va indietro e non avanti” a Milano, “Puntuale, professionale, perfetta”. I diritti LGBT+, i Social, il suo passato in (nessuno le tocchi Corrado). La soubrette si racconta a Milanodabere.it

È fantastico, superfantastico incontrare Heather Parisi. È gentile, disponibile, usa spesso la parola grazie. Nelle sue risposte alle mie domande prevale un mai banale sentimento d’amore. Verso la famiglia, il lavoro, la nostra città, Milano. L’Italia, dove non abita più da un po’ di tempo. Dove ogni tanto ritorna e nei confronti della quale ha le idee molto chiare: “Perdonami, ma a me pare che in Italia si faccia come i gamberi e si vada indietro nel tempo anziché andare avanti. Quando sento artisti, giornalisti e politici che promuovono la famiglia tradizionale, a me viene la pelle d’oca“.

Inevitabilmente si finisce a parlare del suo impegno verso la comunità LGBT+, a cominciare dalla coreografia di Disco Bambina (non sono riuscito a trattenermi), in cui mentre ballava “nascondeva” un messaggio in codice: Ocio, Gay, Super ok… – “Era il mio modo di salutare tutti i miei amici gay” – mi risponde. Era la sigla televisiva di Fantastico, era il 1979 ed era avanti anni luce.


Come si vive oggi a , tua attuale città di residenza? Com’è la situazione?
La situazione di Hong Kong è difficile e credo che per chi non ci vive sia impossibile capire quello che veramente sta succedendo. Le notizie che la stampa riporta sono in gran parte filtrate e censurate. Tutti vanno cauti nel mettere in discussione l’ingerenza cinese per paura di ritorsioni. Sono rimasta molto delusa dall’atteggiamento del ministro Di Maio su questo argomento.

Ti manca l’Italia?
L’Italia è un capitolo meraviglioso della mia vita, lunghissimo perché è durato 30 anni, ma io avevo bisogno di voltare pagina, di cambiare abitudini, di ritrovarmi e l’oriente è stato un toccasana.

E la televisione italiana ti manca? A noi, Heather Parisi manca parecchio. Ci regalavi certi Fouettés “Che solo Roberto Bolle riesce a eguagliare”, per citarti.
Faccio fatica a riconoscermi nella televisione italiana di oggi. Il problema è che se lo dici a qualcuno sembra che rosichi, ma a me la televisione italiana di oggi non piace proprio. Erano altri tempi quelli in cui la televisione la facevano i direttori di rete e non le agenzie o gli agenti.

La TV italiana di oggi? Faccio fatica a riconoscermi

Tra le pagine dell’Enciclopedia della Televisione, il critico Aldo Grasso scrive di te: “L’aria pulita e lo stile di ballo moderno, quasi acrobatico, l’hanno resa una presenza famigliare e apprezzata”. C’è ancora qualcuno dall’aria pulita oggi in televisione? Ti senti una di famiglia per il pubblico? E la famiglia – da cui sono dipese molte tue scelte di vita – quanto è importante?
Non sapevo di queste parole di Aldo Grasso e ne sono onorata. Non è la televisione ad avere perso quell’aria pulita ma è l’intera società. Sono scomparsi gli ideali, si è diventati cinici e ipocriti e la televisione ne è lo specchio.

La famiglia mi è sempre mancata quando ero piccola. Mio padre se ne andò di casa quando avevo due anni, mia madre non c’era mai e già a tredici anni vivevo da sola prima a San Francisco e a . Sono cresciuta con il sogno di costruirmene una tutta mia e tutto, nella mia vita, è sempre stato in funzione di questo scopo. Ma costruire una famiglia vera non è facile. Ci ho messo un po’. Ho incontrato l’uomo della mia vita a 46 anni e finalmente sono riuscita a realizzare il sogno di una vita, una famiglia vera tutta mia.

I tuoi figli hanno i Social Network? È un territorio in cui ti esponi spesso. E dove tutti si sentono con la libertà di dire tutto.
Le figlie più grandi sono oramai donne e hanno il diritto di fare le scelte che vogliono. I gemelli hanno un profilo che gestiamo assieme. Mi suggeriscono le foto e i pensieri che vogliono postare, ne parliamo e poi decidiamo.

I social li amo e li detesto allo stesso tempo. Adoro avere un rapporto diretto con il mio pubblico. Io rispondo personalmente a tutti, metto i Like, guardo i profili di chi mi scrive. Ma i social consentono a tutti di dare sfogo alle proprie frustrazioni, alla rabbia repressa, all’invidia. Io li chiamo odiatori seriali. Quello che non capirò mai e che trovo assurdo, è la pretesa che il personaggio pubblico debba rendere partecipe i followers dell’intera sua vita privata. Io considero i miei profili social come una mia casa virtuale; e come nella mia casa reale, decido io chi è invitato e chi non lo è, di cosa parlare e di cosa non parlare.

Mi sono segnato un tuo Tweet. Non esiste la famiglia naturale o quella tradizionale, né quella migliore, più morale o più evoluta. Esiste chi tu ami e chi ama te e insieme, sono la famiglia”.
Lo credo per davvero. Non mi stancherò mai di difendere il diritto di ciascuno a essere diverso. E mi meraviglia che ancora oggi lo si debba ribadire.

Milano? Internazionale, puntuale, professionale, perfetta

Veniamo a Milano, la nostra città. L’ultimo ha avuto un successo straordinario. Tra tutti i mezzi che lo hanno sostenuto, si è diffuso un tuo video, un vero e proprio inno alla diversità. Cos’è la diversità secondo Heather Parisi?
La diversità nell’essere uomini e la diversità nell’essere donne, è una condizione necessaria per la nostra stessa sopravvivenza. Di più. La diversità, qualunque diversità, di fede, di gusti sessuali, di razza è la ragione stessa della nostra esistenza. Noi esistiamo perché siamo diversi e quindi dovremmo essere grati a tutto ciò che è diverso, perché alla fine è ciò che ci accomuna.  Un mondo fatto di consenso tra tutti, puzza di dittatura e l’idea di rendere tutti uguali è un’idea terribilmente mortale.

A Milano c’è un quartiere arcobaleno molto attivo, pieno di locali, ogni anno si fanno festival a tema, la comunità LGBT+ è molto presente. Rispetto ad altre città all’estero, siamo “a un buon livello” di integrazione? Ancora, questo creare luoghi e quartieri, festival ed eventi ‘ad hoc’, non è un modo per chiudersi e non aprirsi al resto della comunità?
In una società multietnica, aperta e moderna non c’è la necessità di chiudersi. Ma purtroppo non è ancora così. E allora è normale che si senta il bisogno di ritagliarsi spazi propri dove potersi sentire liberi.

C’è qualche ricordo personale che ti lega alla nostra città? 
I miei ricordi di Milano risalgono a quando ho fatto Fantastico 1, 2 e 4 e sono ricordi bellissimi. È sempre stata una città internazionale, e lavorarci per me era un sogno: puntualità e professionalità. Io poi amo la nebbia e la pioggia e Milano in questo è perfetta. Ricordo che in quei tempi alla sera c’era una sorta di coprifuoco per paura degli attentati e quando andavano a cena al ristorante dovevamo suonare per entrare. Ci sono tornata ultimamente anche se solo per pochi giorni e mi ha fatto un’ottima impressione.

Sul tema dei ricordi, torno alla TV, dove Heather Parisi, in Italia, ha lavorato con i più grandi. Pippo, ovviamente, ma anche Sandra e Raimondo, Corrado, Walter Chiari, Nino Manfredi, Johnny Dorelli, la lista è infinita, non manca praticamente nessuno. Chi ricordi con particolare affetto?
Ho bellissimi ricordi di Corrado, un vero gentiluomo capace di essere ironico senza essere volgare, profondo e riflessivo eppure giovane e aperto alle nuove generazioni.

Un’ultima domanda. Ma esattamente chi sarebbe questa Crilù, quella che Risciacqua l’acqua e asciuga i sogni tuoi?
Crilù è ciascuno di noi, perché siamo tutti un po’ sognatori e al tempo stesso dobbiamo tutti fare i conti con la dura realtà e “asciugarci” le lacrime dei sogni che non si sono realizzati.