Generazione Social: Luca Guarneri e il suo primo libro, ‘Sigla’

Un viaggio di 22 fermate, un giovane autore poco più che ventenne. Da Cremona – “Ma Milano è la mia seconda casa“, Luca Guarneri (chiamatelo Splash) ci racconta il suo primo libro, Sigla. Storie di vita quotidiana, dalle più drammatiche – rigorosamente richieste sui Social – al Festival di Sanremo

Avere vent’anni, come un documentario a episodi di MTV di parecchi anni fa, e avere già le idee molto chiare. Avere un nome d’arte, Splash, scrivere un libro, Sigla, avere, ancora, una gran voglia di dimostrare che la leva che di quella MTV-generation forse ben poco si ricorda (veejay, mitici balconcini di piazza Duomo e così via), ebbene, quella generazione ha qualcosa da dire e da raccontare. In un ambiente come quello radiofonico, televisivo, letterario.

Andiamo con ordine. Si tratta di Luca Guarneri, autore di Sigla. Nato a Cremona nel 1997 (vent’anni più due, quindi), Splash muove i primi passi nel mondo radiofonico, passa per il mondo televisivo. A breve ci ritorna con una serie di spot pubblicitari che lo vedono tra i protagonisti. Nel frattempo, resta collegato, 24/7, su tutti i Social Network possibili immaginabili. Per un capitolo del libro, #perdire, chiede ai suoi follower, con un post su Facebook, l’argomento più privato da raccontare. E così accade, tutto nella norma. Avere vent’anni, appunto.


Luca ha sempre un pass al collo, compreso quello per il Festival di Sanremo, una vera ossessione. E la sua operazione letteraria gli permette, forse nemmeno l’ha fatto apposta, di far parlare in giro della sua Cremona, bellissima gita fuori porta da Milano, per esempio.

Cominciamo da Sigla, il tuo libro. “Un pullman, 22 fermate, tanti volti con storie da raccontare”. Ci anticipi qualche fermata, o qualche volto incontrato in questo viaggio?
Sigla è il viaggio della mia vita, un po’ anche della tua. In questa avventura a fermate i due protagonisti, Luca e Splash, si conosceranno e capiranno di avere tanti lati in comune. Le fermate parlano di loro quanto di una società che sta cambiando. E noi necessariamente dobbiamo cambiare con lei. Bullismo, cyberbullismo, Alzheimer, violenza sulle donne, immigrazione e tante altre tematiche attuali. Ritardi, coincidenze perse, Festival di Sanremo, set televisivi e muri di una camera pronti a proteggerti da tutto.

Un capitolo in particolare racconta una storia vera. Un giorno ho pubblicato un post su Facebook chiedendo a chi mi segue di raccontarmi storie di vita personale. Sono arrivate tantissime mail, in particolare mi ha colpito la storia di una ragazza che, dopo esser stata vittima di bullismo, è stata vittima di violenza domestica. Ha avuto coraggio, ci ha messo la faccia. La sua storia non poteva non essere raccontata. Ecco perché questo capitolo si chiude con l’hashtag #mysigla. Queste storie devono essere raccontate.

C’è una fermata o un volto di cui avresti voluto raccontare ma che non sei riuscito a includere in Sigla?
Che bella domanda! Sì, avrei voluto scrivere anche le fermate successive alla numero 22 (che sto scrivendo proprio in questi mesi) perché rappresentano i miei anni. Ora voglio parlare di voi, dei miei lettori, dei follower, di chi in questi mesi mi sta sostenendo. E a chi, grazie anche a questa bella chiacchierata, permette a questo pullman di macinare tanti chilometri.

Classe 1997. Sei giovanissimo eppure hai già fatto radio, televisione, sei un volto social, ti occupi di musica, hai scritto un libro, insomma, chi sei? 
Sono Splash, uno che odia i no, che non ha paura di avere una porta chiusa in faccia. Odio demoralizzarmi. Sono un vulcano, ho sempre una cartella sul mio pc piena di documenti e note vocali di idee di e progetti.

“Cremona? Le mie radici. Milano? È la città del futuro”

Con “l’operazione-Sigla”, in particolare con il videoclip del libro, fai conoscere la tua Cremona, una città importante per la sua storia e per il suo contenuto. Non distante da Milano, un’ottima occasione per una gita fuori porta. Che ne pensi della tua città?
Cremona rappresenta casa mia, quel luogo che mi ha permesso di crescere anche professionalmente e gettare le mie radici. Sono fiero e orgoglioso quando c’è la possibilità di presentare questo angolo della Lombardia. Accompagnato da torrone, violini, mostarda, l’immancabile voce di Mina, l’indimenticabile Tognazzi e tutti i volti cremonesi che nei campi più disparati si stanno facendo spazio. Una tappa qui è d’obbligo, con il videoclip del libro spero di convincervi.

E Milano, la conosci? Hai un posto – o un quartiere del cuore – della nostra città?
Milano è la mia seconda casa. Paradossalmente è il mio rifugio da tutto e da tutti. Quando devo concentrarmi per un progetto o un lavoro scappo e arrivo nella città del futuro. Il posto che inevitabilmente visito più spesso è la stazione Centrale e nel libro è presente uno scatto fotografico fatto durante uno dei miei viaggi. Pensare che tutta l’Italia intera in una giornata si ritrova tra quei binari, mi emoziona molto. Ho tanti posti e quartieri del cuore. Amo passeggiare lungo i Navigli con un caffè da asporto in mano, sedermi nel verde del quartiere Isola. Le corse in metropolitana e l’immancabile tour in giro per la città durante il Fuorisalone.

Torniamo al videoclip del libro, ma che è, di un libro si fanno anche i videoclip quindi?
Eh, in effetti hai ragione! Sigla è più un LAB che un libro. Il viaggio che ognuno di noi compie ogni giorno e, se ci pensi bene, la nostra vita è proprio uno show televisivo. In questo caso un videoclip andava realizzato! Così, grazie al contributo del regista Fabio Re sono riuscito nell’intento. Ci siamo confrontati ed è nato lo storyboard definitivo. Una festa dove tutti possano essere se stessi. Emozionati, tristi, confusi, felici, delusi, motivati. Ci siamo riusciti. Abbiamo creato la sigla più rumorosa di sempre.

La collaborazione con Riky Anelli e il “mood giusto” per chi non ci crede

Il video in questione, E allora sigla, vede la partecipazione del cantautore Riky Anelli…
Poco prima della consegna alla casa editrice ho deciso di rivolgermi a Riky, artista che considero come un fratello, per la colonna sonora del libro. Ci siamo trovati nel suo studio di registrazione, mi sono presentato con tre capitoli, per me i più rappresentativi. Conoscendomi già, immaginavo potesse comprendere questo pazzo progetto. Per la prima volta in Italia un libro ha un brano inedito che ne racconta la trama. Essendo Riky poco social, mi ha mandato un sms con il testo del brano alle 3 di notte, dopo un suo lampo di genio. Ecco perché il brano è arrivato in questo mese e perché uno dei volti di queste fermate nel libro è proprio Riky Anelli, benzinaio di questo viaggio.

Questo è un ambiente in cui si dice che non ci sia spazio per i giovani e si crede poco nelle nuove generazioni. Eppure non sembra così, come dimostri. Qualcosa da dichiarare?
Probabilmente è così. I social in questo periodo ci stanno aiutando molto ma al tempo stesso stanno gonfiando la nostra realtà e tutto ciò che ci circonda. Penso serva il mood giusto. Mai abbattersi e sempre positivi. Amo vivere alla giornata e prendere il buono da ogni giorno. Perché se c’è una lezione che ho imparato da questo libro è che “Non dobbiamo preoccuparci se davanti al nostro cammino compare una salita, anzi. Dobbiamo pensare che subito dopo ci sarà una discesa“.

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