Dopo l’Ohibò, chiude anche Il Serraglio e lancia un appello

La crisi legata al Coronavirus continua a fare vittime e così sui Social la triste notizia della chiusura de Il Serraglio, dopo quella dell’Ohibò. Attivo dal 2015, tra Ortica e , era un punto di riferimento di Milano per il clubbing e la musica underground

Il Serraglio saluta” si legge sulla pagina Facebook del circolo, un post dell’ultimo giorno del mese di giugno 2020. E continua. “Anche per noi l’avventura finisce qui. Ci abbiamo provato fino all’ultimo respiro ma abbiamo perso. Grazie, grazie davvero a tutti quelli, che standoci vicini ci hanno aiutato a crescere. Non abbiamo intenzione di fare nessuna filippica sul perché e percome, è sotto gli occhi di tutti. Forse, se possiamo permetterci, vorremmo dare un consiglio. Ricominciate a vivere la musica con il piacere di farla a prescindere da tutto. Le piccole realtà hanno bisogno di spirito positivo di creatività e passione, che per noi è la base di tutto. Poi subentra la professione e il lavoro. E voi pubblico, smettetela di seguire solo gli hype dei vari momenti e siate curiosi. Ci sono così tanti bravi artisti che non hanno la minima possibilità solo perché non sono abbastanza fighi sui social. Imparate a vivere i club con il piacere di scoprire, socializzare, aiutando talenti dal vivo e non attraverso I like virtuali. Questo periodo dovrebbe averlo dimostrato in pieno. Buona vita a tutti“.

Una doccia fredda che arriva poco tempo dopo la notizia della chiusura del Circolo Ohibò, altro punto di riferimento milanese. Il rapporto che legava le due venue di musica live era strettissimo. “Sono arrivati alla fine di un avventura che li ha resi una realtà forte nella scena musicale milanese e non solo. Siamo con loro, capiamo esattamente quello che hanno dovuto affrontare e il perché di questa decisione. Gli spazi dei live, così come noi, non vedono una luce, il tunnel è lungo e buio“, comunicava lo staff de Il Serraglio subito dopo la notizia dell’Ohibò.


Attivo dal 2015, Il Serraglio, tra Ortica e Lambrate, è stato un punto di riferimento per il clubbing delle notti meneghine e per la musica underground. Qui hanno suonato DragonForce, David Rodigan, Giorgio Poi, Gazzelle, Canova. I motivi della scelta sono legati allo stop dovuto dall’emergenza sanitaria e anche al difficile rispetto delle indicazioni dell’ultimo decreto ministeriale sulla musica dal vivo.