Highline Galleria

Milano dalla A alla Z: le seduzioni della città lettera dopo lettera

Tutte le seduzioni della nostra città. Lettera dopo lettera. Un omaggio a Milano dalla A alla Z, dal suo Aperitivo in concerto, che ha segnato le raffinate domeniche mattine delle signore in pelliccia alla Z di Zuzzurro, il compianto e non abbastanza ricordato signor Brambilla

Sì, Milano è proprio bella amico mio, e credimi, qualche volta c’è proprio bisogno di una tenace volontà per resistere alle sue seduzioni“. Lo scrive Giovanni Verga in una lettera all’amico e collega Luigi Capuana, e come dare torto al papà de I Malavoglia. Una città piena di seduzioni, del passato o di oggi. Dalla A alla Z.

A come Aperitivo in Concerto, l’appuntamento con le stelle più luminose della musica jazz internazionale che, ogni domenica mattina, per anni, ha illuminato il Teatro Manzoni. B come Botanical Club, la prima Small Batch Gin Distillery a Milano, elegantissima, consigliatissima.


C come camminamenti, ma chiamateli Highline Galleria, il brivido sui tetti che parte da Piazza Duomo e finisce Alla Scala, a un passo dal cielo. D come Disney Store, dove gli ambassador intrattengono i bambini lì per sognare e divertirsi. E come Elfo Puccini, il cartellone teatrale più originale e contemporaneo della città.

F come fenicotteri rosa che si possono spiare nel giardino di Villa Invernizzi (ma anche come Franca Valeri), doppia G come Giorgio Gaber. H come Hotel Experience, dal brunch domenicale dell’elegante Four Seasons all’aperitivo olfattivo del Magna Pars.

I come ivan, scritto in minuscolo: il poeta della strada che riempie di magia i muri di Milano e quindi “Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo“. J di Jannacci, K di Uovo Kids, il festival della creatività che per tanti anni, qui a Milano, ha parlato ai più piccoli.

L di linoleum: dal palco dell’Alcatraz al Fabrique, dove ogni concerto riesce a farti sollevare per aria. M come Mudec, e non è solo per la mostra di Barbie di qualche anno fa, ma il Museo delle Culture dell’Ex Ansaldo non si può non visitare, fotografare, amare. N come Necchi Campiglio, dimora gioiello di eleganza nel cuore di Milano. O come Ornella Vanoni (a proposito di eleganza). P come Pao, street artist che trasforma tutto in pinguini, fumetti, margherite, lattine Campbell.

Milano ha delle zone belle, è bella con la nebbia, è un po’ una donna con la veletta (Ornella Vanoni)

Q come quartiere Porta Nuova, il centro del mondo, R come i suoi Rooftop futuristici, S come Scala e le sue porte aperte o iniziative under 30. T come Toilet Club, dove ci si diverte ancora e si balla, fino a notte, in maniera spensierata e genuina.

U come , come la bellezza dei chiostri dell’Università Statale. V come Veleggio come un’ombra della poetessa dei Navigli . W come Wow Spazio Fumetto, X come X Milan, il tour a quiz in giro per la città che permette di diventare esploratori per un giorno.

Y di Yoga Festival, stragrande raduno di yoga, Ayurveda e discipline olistiche che ha distinto la città e Z come Zuzzuro, compianto e non abbastanza ricordato signor Brambilla che con il suo compare Gaspare ha fatto conoscere alla penisola una comicità tutta milanese.

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