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Milan Fashion Week: dall’esperto, bilanci e tendenze

Milan : al termine della , ecco i bilanci e le tendenze. Collezioni milanesi meno creative, salvo alcune eccezioni. Versace sbaraglia tutti, si distingue anche il romantico N°21. Tra gli emergenti? Calcaterra e il ritorno della nonna secondo Arthur Arbesser

Si conclude oggi la Milan Fashion Week, la kermesse dedicata alla moda femminile. Con i suoi 200 eventi, fra sfilate, presentazioni e party, ha svelato le tendenze per la primavera estate 2020. Come precedentemente accaduto per le sfilate della moda uomo anche per la donna non si delinea una tendenza ben precisa ma sono molteplici quelle presentate e proposte. L’iperfemminilità sembra però essere il file rouge che accomuna tutti.

Il coup de théâtre di Versace e le altre eccezioni

A malincuore bisogna però constatare che le collezioni milanesi risultano essere meno creative rispetto a quelle dei cugini francesi, a favore di collezioni più commerciali e vendibili, che lasciano intravedere una creatività ormai assopita. Fortunatamente però ci sono sempre le dovute eccezioni! Ecco allora che grazie ad Alessandro Michele, Direttore Creativo del brand ormai da alcune stagioni, analizza i limiti della biopolitica di Foucault e cerca di individuare forme di resistenza attraverso i suoi abiti.


Da canto suo invece porta avanti la sua personale battaglia verso il troppo e il consumismo. Realizza così abiti semplici ed eleganti che possano durare nel tempo. sbaraglia tutti, portando in passerella J.Lo con lo stesso abito che aveva indossato ai Grammy del 2000. Quello stesso abito che milioni di persone andarono a googolare su Internet, facendo diventare quella ricerca la più grande mai fatta su Google. Tanto da spingere il colosso della rete a creare Google immagini.

Immancabile il filone romantico come quello proposto da N°21 che lascia sfilare donne romantiche e alle stesso tempo erotiche o da Luisa Beccaria che ha ricreato un elegante giardino popolato da leggere ed eteree ragazze. Iceberg, invece, propone una donna forte e fiera di stessa. Lucie e Luke Meier, i designer alla guida di Jil Sander, proseguono nel lavoro di ridefinizione del minimalismo e scelgono di sfilare fra cumuli si sale sotto il portico della Pinacoteca di Brera.

Gli emergenti

Fra gli emergenti spicca Calcaterra che con la sua collezione propone un’indagine profonda dell’animo umano e delle sue emozioni che passano attraverso tessuti, materia e volumi che sembrano evolvere in contesti visivi senza limiti né orizzonti.

Arthur Arbesser, noto per la grande attenzione e lo studio del colore, celebra in passerella il ricordo della nonna. Cosi i colori vivaci, le piume e le stampe ricordano la personalità e le maioliche della casa della nonna, mentre il nero ci ricorda le tragedie vissute nell’Est Europa dalla donna nata nell’attuale Romania.

Insomma tante sfilate e tante tendenze, ma l’importante è lasciar trasparire la propria personalità attraverso abiti sinuosi che scivolano sulla pelle ed esaltano la pelle. E per chi come ogni anno si chiede quale colore scegliere, non temete anche in questo caso potrete optare dal classico bianco e nero, fino ai più tenui e sofisticati colori pastello.