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Giornata mondiale contro l’omofobia

Oggi, 17 maggio, è la giornata mondiale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia. All’Italia, il messaggio più significativo arriva dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Una giornata da celebrare, quella del 17 maggio, la giornata mondiale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia. IDAHOBIT, acronimo di International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia. Una ricorrenza riconosciuta dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite che si celebra dal 2004. La data del 17 maggio non è casuale. Il 17 maggio del 1990 – fin troppo tardi, ma meglio tardi che mai – l’omosessualità è stata rimossa dunque dalla lista delle malattie mentali. Compariva quindi nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Quella di oggi è una celebrazione che oggi spopola sui social, al grido di #loveislove.

In occasione della giornata mondiale contro l’omofobia 2020 il messaggio più sentito arriva dal Presidente della Repubblica Mattarella. Riportiamo per intero la sua dichiarazione.


Il discorso di Mattarella

“La ricorrenza del 17 maggio è stata scelta, in ambito internazionale, per promuovere il contrasto alle discriminazioni. La lotta ai pregiudizi e la promozione della conoscenza riguardo a tutti quei fenomeni che, per mezzo dell’omofobia, della transfobia e della bifobia, perpetrano continue violazioni della dignità umana.

Le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale costituiscono una violazione del principio di eguaglianza.

Ledono i diritti umani necessari a un pieno sviluppo della personalità umana. Che trovano, invece, specifica tutela nella nostra Costituzione e nell’ordinamento internazionale.

È compito dello Stato garantire la promozione dell’individuo. Non solo come singolo, ma anche nelle relazioni interpersonali e affettive. Perché ciò sia possibile, tutti devono essere messi nella condizione di esprimere la propria personalità. E di avere garantite le basi per costruire il rispetto di sé. La capacità di emancipazione e di autonomia delle persone è strettamente connessa all’attenzione, al rispetto e quindi alla parità di trattamento che si riceve dagli altri.

Operare per una società libera e matura, basata sul rispetto dei diritti e sulla valorizzazione delle persone, significa non permettere che la propria identità o l’orientamento sessuale siano motivo di aggressione, stigmatizzazione. Trattamenti pregiudizievoli, derisioni nonché di discriminazioni nel lavoro e nella vita sociale”.

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