I giovani di oggi: chi sono per davvero?

Chi sono i di oggi è una domanda da mille punti, il quesito sommo, quello più difficile perché la risposta sfugge a ogni manuale. Storie di eccezioni, di casi specifici, ma anche generali. Essere non significa per tutti essere ciechi adoratori della rete, anime rintanate in mondi utopico-virtuali o animali da tastiera senza voglia di adoperarsi. Essere è una grande responsabilità. Volontari, sognatori, lavoratori, studiosi, i nativi digitali sanno essere protagonisti consapevoli

Tempo fa durante una comune mattina milanese piovosa prima del nemico virus, mi sono trovata ad aiutare un signore anziano con l’atto fondamentale della timbratura del biglietto del tram. Quei metri che separano la propria seduta dalla macchinetta salvifica che attesta la corsa, possono essere molto complicati. Tra buste, cappello, bastone e biglietto, il signore si prestava a sfidare l’effetto mare mosso delle rotaie e vista la difficoltà, con molta naturalezza, mi sono alzata ad aiutarlo. Dopo un gentile grazie ecco arrivare la frase tanto attesa a me riferitasi: “Lei mi fa pensare che i giovani non siano tutti maleducati come dicono“.

Oltre i preconcetti

Scrivo di questo aneddoto ordinario perché esplicativo di quanto i giovani siano spesso sottovalutati nell’immaginario collettivo. In realtà numerose vicende prima e dopo il Covid-19, testimoniano come molti vogliano sfuggire alle generalizzazioni negative in merito alla gioventù. Tanti coloro che sono usciti senza mascherina, ma tanti anche coloro che hanno rispettato le prime restrizioni, che hanno aiutato con raccolte fondi e attività di volontariato, che hanno continuato ad assolvere con prontezza i propri doveri. Esistono giovani affamati di crescita che non si sentono affatto invincibili nell’anarchia, ma che anzi, pieni di fragilità, si impegnano nella corsa contro l’orologio. Allora bisogna sempre osservare senza fermasi agli stereotipi per riconoscere quando si manifesta, con onestà intellettuale, il valore anche e soprattutto tra coloro che rappresentano il futuro.


Le risposte sono là fuori

Mi viene in mente questo quadro, Mattino a Cape Code, dipinto nel 1950 da Edward Hopper. La donna guarda lontano, si sporge dalla finestra, forse attende un’idea o una persona.

Io, in qualità di giovane, a volte mi sento così, protratta verso il fuori, con tanti progetti per la mente, alla ricerca di appigli per realizzarsi, non rinchiusa dietro lo schermo luminoso, ma speranzosa per un futuro reale.

E tu giovane come ti senti? E tu adulto come descriveresti tuo figlio o tuo nipote? Chi è il giovane?

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