Dai confessa: che regalo vorresti?

Il Natale si avvicina, con lui sopraggiunge quella voglia di camino acceso, di coperta a scacchi rossa e verde, di torrone che non si riesce a tagliare. In dispensa il pandoro attende la sua apertura, tutto si arricchisce con motivi a tema e arriva anche il momento di acquisto del giusto regalo per le persone care

La mia giornata inizia mentre mi lavo i denti a ritmo di Jingle Bells Canticchio nella testa Santa Claus is coming to town mentre cerco il tappo del dentifricio che evade dalla sua funzionalità e girovaga per il beauty case. Spengo l’ormai nota sveglia che puntualmente riparte per colpa mia che con gli occhi chiusi clicco il tasto ritardante. Scendo le scale addobbate in modo natalizio, saluto l’albero vestito meglio di me e penso alle mie indispensabili attività settimanali. Tra queste posiziono l’impresa titanica dell’acquisto di un regalo su misura per tutti. Gli indizi sugli oggetti del desiderio scarseggiano, basterebbe un segnale furtivo, la classica esclamazione solo in parvenza spontanea del “che carino quello”. Invece nulla, devo pensare a tutto da sola. L’immaginazione è libera, meno male.

Esco di casa, direzione . Tra i miei occhiali appannati non dalla tisana, ma dalla mascherina spiccano i riflessi delle luci di decorazione. Mentre il tutto genera questo effetto misterioso del vedo-non vedo, mi accorgo che lo spirito di festa non si lascia intimorire, sprigiona una bellezza generatrice di un’atmosfera ispirante. Un messaggio di gioia, di ottimismo. Respiro finalmente una nuova ospitalità senza quel costringente individualismo da scrivania. Tornata a casa con tanti pacchetti, seduta sulla poltrona vista ghirlanda, penso che la cosa più bella di un regalo di sia impegnasi per rendere felice qualcuno con un gesto semplice. Per non parlare poi del bigliettino sempre allegato, decorato con renne, alberi e slitta, conterrà presto parole di auguri. E, per finire, mi chiedo se quello che ho comprato piacerà ai vari destinatari per rispondermi che non importa poi così tanto perché è bello l’atto in sé, dello scarto, della sorpresa o della faccia finta stupita per una busta sbirciata. Rompere la carta per cucire legami.

Un colore da condividere

Orange and Yellow è una delle tante rappresentazioni astratte del pittore del colore emotivo del 1900, Mark Rothko.

Con la pittura l’artista voleva ricreare la sua esperienza interiore controversa e non serena. Oggi però vorrei offrirvi un nuovo significato di questo quadro, una sua lettura più positiva.

A me, infatti, ricorda proprio un pacco regalo con una carta di colori accesi.

Sarebbe bello regalare un’opera d’, non ovviamente famosa, magari un qualcosa di home made, basta che sia creativo. A questo punto, se siete in cerca di idee rubate pure la mia.

 

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