Piccoli scolari pronti a imparare

Primo giorno di scuola, le 10 buone regole

Primo giorno di scuola, “Un momento tanto piacevole quanto complesso“. Le 10 buone regole del ritorno per affrontare al meglio il rientro. La parola all’esperta

Il primo giorno di scuola per molti bambini di Milano è stato un momento da ricordare. Qualche giorno fa, infatti, una cinquantina di giovanissimi studenti pensavano di riabbracciare la maestra e invece si sono ritrovati davanti ai cancelli il cantante Marco Mengoni e il Sindaco Beppe Sala. Entrambi impegnati nella battaglia plastic-free, sono andati a consegnare le borracce in alluminio nelle scuole elementari, come promesso, per combattere l’uso della plastica.

Non tutti gli studenti però hanno avuto un ritorno sui banchi come questo, con l’effetto sorpresa prima della campanella. Oggi è stato il primo giorno di scuola per molti alunni in tutta Italia. Un giorno da ricordare, un incubo per alcuni, un sollievo, probabilmente, per mamma e papà che, tra un post e l’altro dei figli davanti al cancello con il grembiule, tornano così alla solita routine. Come affrontare il primo giorno di scuola? Cosa fare per affrontare al meglio il ritorno dalle vacanze? A Milanodabere.it lo spiega la psicologa Federica Valle, esperta in disturbi specifici dell’apprendimento e del comportamento in età evolutiva.


Come affrontare al meglio il rientro scuola. La parola alla psicologa

Il rientro a scuola è vissuto come un momento tanto piacevole quanto complesso, poiché rappresenta il ritorno ad una quotidianità fatta di impegni e di scadenze da rispettare” racconta la dottoressa Valle. Continua: “Dopo tre mesi di stop, orari ballerini e giornate spensierate trascorse al mare a giocare, il rientro sui banchi potrebbe essere vissuto come un vero e proprio trauma per tutti i protagonisti della vicenda.

In primis per gli studenti, spesso vittime del mal di scuola (stanchezza, mal di testa, mal di pancia, disturbi del sonno…). In seconda battuta per i genitori che si ritrovano a dover gestire nuovamente momenti di stanchezza e di stress. Infine per gli insegnanti che rivestono un importante e difficile ruolo educativo.
Il cammino sarà lungo, a tratti tortuoso, ma condurrà a luoghi inaspettati ricchi non solo di ansie e preoccupazioni legate all’ignoto, al dover rispettare orari, consegne e compiti, ma anche di nuove emozioni, di incontri, apprendimenti, sperimentazioni ed arricchimenti“.

Cos’è fondamentale, dunque, per gli adulti di riferimento?Riuscire a trovare il metodo giusto per gestire questo carico emotivo, attraverso il contenimento delle emozioni, così da trasformarle in qualcosa di positivo ed arricchente. Alcuni alunni possono andare incontro a vere e proprie patologie, sia a livello fisico sia psicologico. Patologie che non devono mai essere sottovalutate. Spesso il sostegno dei genitori può bastare, ma alcune volte diventa necessario rivolgersi ad un professionista. Il disagio legato al rientro a scuola potrebbe essere l’eco di situazioni più gravi come lo stress in famiglia, difficoltà di apprendimento o casi di bullismo. Ecco perché diventa essenziale cercare di capire le motivazioni di base, e affrontarle con estrema delicatezza“.

Le 10 buone regole per il rientro secondo la psicologa

  1. Infondere entusiasmo, curiosità e fame di conoscenza e spiegare la funzione che la scuola ha nella vita;
  2. Stimolare l’autonomia;
  3. Insegnare a organizzarsi il materiale la sera prima, onde evitare situazioni di stress;
  4. Accompagnare e andare a riprendere i ragazzi a scuola, rispettando gli orari;
  5. Essenziale la ripresa del corretto ciclo “sonno-veglia” e di una sana, corretta e regolare alimentazione (importanza fondamentale della prima colazione);
  6. Parlare dei propri stati d’animo e condividere timori e speranze;
  7. Accogliere, accettare e non temere le paure del bambino;
  8. Non screditare mai la scuola (maestre, compagni, compiti);
  9. Non giudicare o svalutare l’andamento scolastico del bambino, ma piuttosto incoraggiarlo sempre a fare meglio;
  10. Sostenere i ragazzi nei compiti, che devono diventare parte di una routine pomeridiana di condivisione.

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