Gianni Rodari, il ricordo del re delle filastrocche

Amato dai ragazzi di ogni epoca, è il re delle filastrocche e il papà della grammatica della fantasia. Il web lo ricorda a quarant’anni dalla sua morte

È difficile fare le cose difficili: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco. Bambini, imparate a fare le cose difficili: dare la mano al cieco, cantare per il sordo, liberare gli schiavi che si credono liberi“. Sono le Parole per giocare di Gianni Rodari, il re delle filastrocche amato dai bambini di tutte le età. Ci lasciava esattamente quarant’anni fa e oggi il web lo ricorda come uno dei più grandi autori specializzati in scritture per l’infanzia in Italia.

Gianni Rodari è il più creativo autore di favole e filastrocche in Italia. Unico vincitore del nostro Paese del Premio Hans Christian Andersen. Uno fra i maggiori interpreti del tema del fantastico. Papà della Grammatica della fantasia del 1973, sua opera più importante, che lo fa riconoscere come uno fra i principali teorici dell’arte di inventare storie.


Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo; perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: – Buon viaggio!
(Gianni Rodari, Il giovane gambero, da Favole al telefono)

Anche noi vogliamo ricordare Gianni Rodari. Come? Lo facciamo segnalando alcune fra le sue opere, oltre a quelle già citate, che ci piacciono di più.

Filastrocche in cielo e in terra

Correva l’anno 1960. Filastrocche in cielo e in terra è un libro per ragazzi scritto da Gianni Rodari con le illustrazioni di Bruno Munari. Una raccolta di filastrocche, divise in vari capitoli, dai sei anni in poi. La famiglia Punto-e-virgola, La luna al guinzaglio, Le favole a rovescio, Le filastrocche del cavallo parlante sono solo alcune.

Favole al telefono

Le favole raccolte, o per meglio dire le fiabe, sono nate “Dallo scontro occasionale di due parole, da errori di ortografia, da giochi di parole…” (p. VI). Il protagonista è il ragionier Bianchi che ogni sera, alle nove in punto, raccontava una favola al telefono alla figlioletta che non riusciva a dormire. Le storie toccavano il cuore, al punto tale che le centraliniste interrompevano il loro lavoro per ascoltarle. Sono settanta e sono bellissime, per davvero.

Il libro degli errori

Anno 1964. Un libro ricco di buffe rime e deliziosi disegni, personaggi simpatici e insegnamenti a cui fare riferimento. Un libro però poco amico dell’ortografia. Come gli accenti di Per colpa di un accento, dove Rodari gioca con le parole facendo notare come un minuscolo accento possa cambiare notevolmente le carte in tavola. C’è chi “Credeva d’essere alla meta/ed era appena a metà“.

Il libro dei perché di Gianni Rodari

L’opera è postuma, esce infatti nel 1984, quattro anni dopo la morte di Rodari. L’autore risponde ai perché dei bambini, sui temi più diversi. Le risposte hanno le sembianze di divertenti filastrocche. L’idea editoriale nasce da una rubrica settimanale che Rodari ha tenuto per qualche anno per L’Unità.

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