Wolf presenta i suoi ‘morsi’: piccoli e saporiti

Wolf è un locale via di mezzo tra ristorante e cocktail bar. Caratteristiche: porzioni ridotte per assaggi multipli e numerosi gin italiani

Uno fa il barman, l’altro lo chef. Sono amici da una vita e in comune hanno da sempre una grande passione per il mondo del food e del beverage. Detto fatto, i due, vale a dire Matteo Reina (il cuoco) e Tommaso Lupo (il bartender), hanno deciso di aprire Wolf, risto-cocktail inaugurato alcuni mesi fa in Via Luigi Canonica 13. Dopo i primi mesi di rodaggio, il locale ha deciso di inserire nel menu una serie di piatti(ni) di dimensione ridotta. Una sorta di finger food da consumare con la forchetta. ‘’Quando abbiamo aperto – raccontano insieme i due proprietari –, la nostra offerta prevedeva solo porzioni standard, ma a prezzi elevati, considerando l’alta qualità delle materie prime che utilizziamo in cucina’’. A questo punto, per ampliare il target di clienti e rendere le nostre prelibatezze più accessibili, abbiamo deciso di ridurne la dimensione: una soluzione che garantisce al commensale di assaggiare e scoprire più piatti senza, in cambio, dover spendere una fortuna’’.

Un po’ ristorante, un po’ cocktail bar, da Wolf l’offerta spazia tra drink e piccole porzioni gourmet

Le dimensioni quindi contano e da Wolf hanno anche un nome. ‘’Nel momento in cui abbiamo ideato la porzione più piccola, ci siamo posti la domanda su che nome dare alle varie portate. La risposta è arrivata in modo naturale, racchiudendo tutto nella categoria ‘bites’, che in inglese significa ‘morsi‘ e che prende spunto dal lupo, emblema del nostro progetto’’, per poi aggiungere che oltre a essere il cognome di uno dei due titolari e anche il nome del figlio di Matteo Reina.

La parte del bere è dunque affidata a Lupo, che si occupa di miscelare ingredienti e creare saporiti cocktail, privilegiando l’utilizzo di prodotti del Bel Paese. ‘’Molte persone sono convinte che noi italiani siamo bravi a produrre solo vini, quando in realtà anche sul fronte degli spirits il nostro paese ha proposte di livello. In particolare, abbiamo deciso di puntare su gin nostrani che, oltre a incuriosire il cliente, presentano una varietà organolettica molto particolare e ricca di sapore’’. La bottigliera è, infatti, ben fornita di marchi di distillato di ginepro e conta in tutto quattordici marche, prodotte prevalentemente nelle regioni del Nord, ma non mancano due referenze provenienti rispettivamente da distillerie del Sud e dalla Sardegna. Insomma, una scelta vasta, con tequila, rum e vodka che completano l’assortimento per la creazione dei cocktail.

Wolf apre nel tardo pomeriggio, sta ragionando se anticipare e coprire il pranzo (che probabilmente diventerà effettivo a partire da settembre), mentre il breakfast del mattino non rientra per il momento nei piani dei due gestori. Sicuri sono quindi l’aperitivo e la cena. Qui i suddetti ‘morsi’ entrano in scena e ogni singola ordinazione ha un prezzo variabile dai 3 ai 9 euro. Sfogliando il menu ci si accorge che la focaccia romana domina la scena e si condisce in vari modi, come per esempio con il vitel tonné o con pancetta affumicata e robiola.

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L’idea di ridurre le porzioni è nata per offrire ai clienti del locale l’opportunità di assaggiare più piatti a prezzi più contenuti

Ovviamente non manca il tanto ricercato pairing food, uno dei trend del momento in ambito ristorativo. Il locale di Via Canonica ha mosso i primi passi in questa direzione lavorando al sodalizio food and cocktail e, da alcune settimane, è presente alla carta la proposta che assembla un twist del Bloody Mary (venduto a 9 euro, con il mezcal al posto della canonica vodka) con una saporita tartare di Fassona (8 euro).

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