Il sake avanza e diventa tendenza

È sake mania: la bevanda alcolica Made in Japan è diventata un consumo trendy. Ecco alcuni indirizzi dove bere le migliori etichette. Lisce o miscelate, a voi la scelta

Molti ritengono che il sake sia ancora quella bevanda che alla spicciolata si serve a fine pasto nei ristoranti asiatici, spesso di non eccelsa qualità. Una sorta di bicchiere della staffa consumato pigramente a chiusura di cena. In realtà, il prodotto in questione ha una nobile e antica tradizione alle spalle e oggi la sua diffusione è decisamente salita di livello. Marche premium hanno fatto la loro comparsa e molti milanesi non si sono fatti pregare più di tanto cominciando a seguire il sake con attenzione. Fino a farsi conquistare dal sapore d’Oriente.

Tracciando la storia e le diverse tipologie, il sake è, innanzitutto, una bevanda alcolica originata dalla fermentazione del riso e, già nel lontanissimo sedicesimo secolo, era l’alcolico ufficiale del Palazzo Imperiale di Kyoto. I manuali indicano cinque diverse tipologie di sake: il Ginjo, ottenuto da chicchi di riso a cui è stato tolto il 40% di strato esterno; il Daiginjo, lo strato rimosso raggiunge il 50%; il Junmai e Tokubetsu, tipologie ottenuto solo da riso, acqua e koji, generalmente più acido e poco dolce; il Junmai Ginjo, fermentato dal ginjo, meno acido e con umami più lieve; il Junmai Daiginjo, referenza più pregiata, caratterizzata da un perfetto equilibrio tra la variante acida e l’umami; e l’Honjozo, con grado di acidità e umami persistente, è l’abbinamento più diffuso a piatti di cibo.

Un mondo estremamente variegato, che la ristorazione a Milano ha gradualmente approcciato. E oggi le occasione di un buon assaggio non mancano. propone, quindi, cinque posti dove bere del buon sake.

KANPAI (VIA MELZO 12)

Inaugurato lo scorso gennaio, questo ristorante non propone i piatti ‘soliti noti’ della cucina del Sol (come per esempio il ). L’offerta è , ma domina il sake proposto ai commensali esclusivamente liscio per coglierne le sfumature di gusto. Vietato di conseguenza miscelare: il sake proposto al bancone è molto pregiato (spiccano il Dassai 23 e il Dewakazura decretato migliore sake al mondo nel 2017) e le qualità organolettiche talmente raffinate che ‘risulta un peccato smarrirle in un cocktail’, come ci hanno spiegato i responsabili del locale.

Kanepi sake
Da Kanpai sono numerose le referenze di sake. Ma la regola è precisa: vietato miscelare questo

SAKEYA (VIA CESARE DA SESTO 1)

La casa del sake a Milano ha un nome: Sakeya. Si tratta del primo sake bar-bistrot & shop di Milano. Un must per tutti gli amanti della bevanda giapponese che hanno la possibilità di una scelta variegata: sono, infatti, ben 150 le etichette proposte dal locale. Particolarmente creativa e stuzzicante la lista cocktail proposti alla carta. Lo conferma uno dei drink più ordinati: il MItsouko con Sake Urakasumi Kiippon Tokubetsu Junmai (60ml), liquore all’erba cedrina (20ml), Yuzushu kodakara (5ml), vermouth dry aromatizzato al lemongrass e pepe sansho (15ml).

 
sakeya sake
Sake assoluto protagonista da Sakeya: al bancone potete scegliere tra oltre 150 etichette diverse

OCTAVIUS BAR (PIAZZA GAE AULENTI 4)

Una volta messo piede nella rinata piazza in Zona Garibaldi , basta guardarsi intorno per notare l’Octavius Bar, che, all’interno del complesso del negozio Replay, è uno dei di maggiore charme a Milano. Qui il sake è tra i protagonisti della vetrina frigo, diligentemente curata e selezionata dal responsabile del bar, Francesco Cione che ha ideato un cocktail giusto incrocio tra Oriente e Occidente. Il drink in questione, chiamato Sakericano al Caffè, si prepara introducendo e agitando in uno shaker tutti gli ingredienti scelti, vale a dire Ginjo Sake, vermouth di Torino aromatizzato in cold brew al caffè 100% arabica, del bitter stile Milano e alcune gocce di amaricante alle prugne accompagnato da una soluzione salina.

Al bancone dell’Octavius Bar il sake è protagonista della miscelazione, generando sodalizi tra sapori italiani e occidentali

VINODROMO BISTROT (VIA SALASCO 21)

Nasce come vineria e lo è tutt’ora, ma lo spazio dedicato al sake è in costante crescita. Vinodromo ha abbracciato il fermentato nipponico con tanto di corner all’interno della location gestito e curato dal proprietario Lorenzo Genitori. Numerose le iniziative: dal 9 giugno, in collaborazione con La Via del Sake, si terrà il corso sul prodotto di livello 1 (con tanto di esame finale), ma spesso e volentieri i gestori del locale propongono a tema, tra cui spicca quella con abbinamento ai formaggi italiani o l’aperitivo fusion che sposa e miscela alcune ricette del Sol Levante con quelle del Bel Paese, ovviamente abbinate a degustazioni di selezionati sake.

Vinodromo sake
Il sake nel food pairing? Assolutamente possibile e vincente anche da Vinodromo

SHIMOKITA (VIA ARCHIMEDE 14)

Fresco di inaugurazione, il nuovo ristorante underground Shimokita propone piatti in stile finger food che abbracciano e sposano la cultura giapponese, con l’accompagnamento di diverse tipologie di sake. La cocktail list a base di questo spirit ideata è firmata dal bartender Antonio Russo. Tra le sue proposte miscelate spicca un drink chiamato Milord realizzato amalgamando sake, gin, limone, sciroppo di rosa e albume.

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Da Shimokita il sake ha un ruolo di risalto: da degustare in un ambiente futurista, accompagnandolo a finger food made in Japan

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