Al Park Hyatt il drink lo decide una carta del mazzo… e Oscar Quagliarini

Il bartender romano è, in tutti i sensi, la carta che ha deciso di giocarsi il Park Hyatt che punta ad alzare il livello della sua proposta di cocktail

Eccentrico e spesso capace di stupire gli avventori con cocktail ‘inusuali’, Oscar Quagliarini è il nome su cui ha puntato il Park Hyatt per rilanciare il servizio cocktail presso il suo lounge bar. L’albergo milanese in Galleria del Corso e 5 stelle lusso, dopo avere alzato decisamente il livello della sua area ristorativa, affidandosi alle sapienti creazioni culinarie dello chef campano Andrea Aprea (2 stelle Michelin), ha stavolta alzato il tiro anche sul fronte del bere miscelato reclutando il bartender romano per riscrivere una nuova drink list presentata da ora nel nuovo Mio Lab, lo spazio bar nato nel 2014 su progetto dell’architetto Flavio Capriotti e da poco sottoposto a ristrutturazione. Al bancone dunque gli avventori saranno subito sorpresi perché sarà proposto loro di scegliere una carta da un mazzo di 12 carte, i famosi tarocchi di italica tradizione, dove compare la lista di un drink.

MioLab Oscar Quagliarini (8 di 47)
Dodici carte per dodici signature firmate dal barman romano: scegliete pure dal mazzo

Un po’ è il destino quindi a decidere la sorte al bancone, anche se, ovviamente, l’avventore, letto gli ingredienti trascritti nella carta, può decidere per un’altra estrazione. Ma il bello del gioco è proprio quello di lasciarsi guidare dal fato. Non sono però casuali le signature firmate da Quagliarini e, tra queste, se ne trovano alcune chiamate, appunto, come alcune celebri carte del mazzo.

Per esempio, ci limiteremo a segnalarne un paio per non guastarvi l’effetto sorpresa, Il Matto realizzato miscelando un mix di gin Helsinky, liquore alla rosa dell’azienda italiana Palent, lime e champagne, o La Papessa con vodka Ketel One, succo di melograno, lime, triple sec Giffard e velluto di limone allo zenzero sempre firmato Giffard. Da aggiungere che, oltre, alle 12 proposte create ad hoc per sancire la sua collaborazione con il luxury hotel milanese, il bartender ha inserito in lista alcuni grandi classici della mixability, così come una dedica speciale al luxury hotel milanese che ha deciso di puntare su di lui con una ricette ad ho che costituisce il drink Q Bitter Park Hyatt Edition preparato con bitter meno amaricante e con basso contenuto di genziana per sottolineare le note di arancia amara, cedro e mandarino. Se lo ordinate lo ricevete così come richiesto, altrimenti tentate pure la sorte ed estraete un tarocco dal mazzo. Pensando che sia quello che più di tutti vi rappresenta.