gin and white festival

Il gin che non ti aspetti: aromi insoliti e sapori artigianali

Al Gin & White Spirit Festival presenti gin provenienti da tutto il mondo, Italia compresa. Uno spirit che sa come sorprendere il palato

Aggirarsi tra gli stand della terza edizione del Gin & White Spirit Festival è stata una ghiotta occasione per degustare (e in certi casi scoprire) alcune etichette di gin decisamente particolari. L’evento, che si è svolto il 23 e 24 febbraio scorso presso l’Hotel Marriott di Milano, ha regalato ai visitatori sorprese e scoperte di aromi insoliti. Provenienza internazionale, con l’Italia ben rappresentata. Ecco qui di seguito alcune proposte che hanno catturato la nostra attenzione. Ma soprattutto deliziato il palato.

Minke, il siero della verità 

Un gin al latte… non proprio, ma non sarebbe del tutto errato chiamarlo così. Perché Minke, il gin prodotto dalla distilleria irlandese Clonakilty, oltre a una serie di botaniche selvagge che crescono nelle aree costiere britanniche (tra le quali spicca il pregiato rock samphire, una sorta di finocchio marino), accoglie tra le sue fila anche il siero di latte. Ed è quest’ultimo ingrediente che dona al prodotto una texture vellutata e contribuisce a rendere il sapore del gin equilibrato e non pungente. Da bere liscio o miscelato, il prodotto è importato in Italia da Taste of Spirit che, in occasione del Gin & White Spirit Festival, ha presentato al pubblico una seconda etichetta: Echlinville, gin prodotto in Irlanda del Nord. Questo spirit è già salito alla ribalta aggiudicandosi alcuni importanti premi internazionali. Riconoscimenti ottenuti grazie a una ricchezza aromatica variegata. Sia il Minke che l’Echlinville sono venduti in enoteca a un prezzo indicativo di 45 euro.


Gin Sul, mai sentito parlare del cisto?

Sono alcuni anni che la Germania è salita in cattedra come importante produttore di gin. Non è più raro, infatti, imbattersi in spirit di teutonica provenienza. Tra questi, al Gin & White Spirit Festival, ci siamo dedicati al Gin Sul, importato in Italia da Rossi & Rossi. Un tedesco dall’anima latina però: le botanical sono coltivate e colte nella zona dell’Algarve, nel Sud del paese lusitano. Tra queste troviamo il cisto che cresce sul terreno arido della scoscesa Costa Vicentina. Un ingrediente che regala a questo gin un aroma che si lascia confondere in un gradevole mix dove emergono, tra l’altro, miele e eucalyptus. La distillazione del Gin Sul avviene ad Amburgo, dove ha sede l’azienda produttrice che non a caso si chiama Saudade Distilled. A fondarla è stato Stephan Garbe, giovane imprenditore tedesco e dichiarato gin lover, che in Portogallo ha vissuto gran parte della sua adolescenza. Il Gin Sul è messo in commercio a un prezzo di 45 euro.

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Zuidam, dai Paesi Bassi aromi elevati

Nei Paesi Bassi il gin diventa genever. Al Gin & White Spirit Festival si è presentata al pubblico la distilleria Zuidam, dal nome della famiglia fondatrice che ha dato vita all’azienda olandese oltre mezzo secolo fa. Tra le referenze messe in mostra durante la manifestazione meneghina abbiamo assaggiato quella invecchiata cinque anni in barili di rovere americano. Un gin che nasce da una triplice distillazione di malto d’orzo, cereali e segale, mentre separatamente se ne effettua una quarta con una selezione di botaniche, tra le quali oltre al ginepro troviamo la liquirizia e l’anice. Dopodiché, si crea il blend tra le varie distillazioni, riducendone la gradazione alcolica a 45˚prima di avviare il processo di invecchiamento all’interno dei barili di rovere. Costo del prodotto: 50 euro. In Italia la marca è importata da Compagnia dei Caraibi.

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Doctor Martux, il gin degli antichi medici salernitani

Da Salerno con passione. Rifacendosi all’antica Scuola Medica Salernitana, la prima e più importante istituzione medica sorta in Europa durante il periodo dell’Alto Medioevo, sbarca sul mercato Doctor Martux. Un gin ricco di sentori e aromi che ben si prestano a essere impiegati sia per creare cocktail, sia per essere assaporati in maniera liscia nel post dinner. Una ‘pozione’, così l’hanno definita i distributori durante l’appuntamento milanese. L’amalgama creata si fonda su botaniche che, in maggioranza, provengono dalla regione Campania. È originaria di quella zona, infatti, la ruta che fornisce al prodotto sapore erbaceo ma anche una valenza terapeutica, visto che facilita la digestione ed è consigliata per curare il mal di stomaco. Non per niente un antico detto recita ‘Ruta ogni male stuta (spegne)’. Doctur Martux è venduto a un prezzo di 29,99 euro a bottiglia.

Grifu, la Sardegna è ‘spontaneamente’ vocata al gin

Anche a Coca Cola piace il gin. Intendiamoci, non stiamo parlando di un ipotetico quanto improbabile sodalizio tra la celebre bevanda scura e il distillato di ginepro. In questo caso il riferimento è alla distribuzione sul mercato. È, infatti, commercializzato da Coca Cola Hbc il gin Grifu, un 100% sardo di proprietà della storica cantina Silvio Carta nata negli anni ’50. Una realtà nota per i suoi vini e i suoi liquori locali, ma da alcuni anni impegnata ad ampliare la sua offerta di spirit. Venendo a Grifu, il nostro assaggio si è concentrato sulla referenza di base ottenuta da botaniche sarde spontanee. A guidarci è stato di persona Elio Carta, presente alla manifestazione e patron dell’azienda. A lui ci siamo affidati durante la fase di assaggio scoprendo come il prodotto abbia un’anima sarda e possa vantare nella sua ricetta ingredienti di assoluto valore organolettico come la salvia desoleana, pianta erbacea che cresce nell’isola. Grifu è venduto nelle migliori enoteche a un prezzo suggerito di 35 euro.