milanodabere.it

Sfogliando verze

Lei è tonda e smeraldina. È la verza (o cavolo verza), regina dell'invernale orto: foglie larghe, grinzose, increspate e frastagliate a farle da erbacea corazza e un cuore tenero tenero a nobilitarne l'anima. Un alimento povero ma buono, figlio della contadina tradizione. E del freddo. Proprio così, perché le verze migliori sono quelle che hanno subito la prima gelata.

VIRTÙ IN – Buona cruda, tagliata fine fine, oppure sbollentata, cucinata al vapore e stufata, la verza fa anche molto bene, ricca com'è di vitamina E, zolfo, calcio e fosforo. Insomma, un ottimo rimineralizzante e ricostituente naturale dalle notevoli proprietà digestive. Infatti, diversamente da quanto si potrebbe pensare, si tratta di un ortaggio molto digeribile, anzi, addirittura protettivo delle mucose dello stomaco e dell'intestino. Eccola allora, versatile e gustosa, rielaborata in involtini, minestre, zuppe, magari abbinata a pasta o . Ed eccola protagonista di due ricette lombarde per eccellenza: i pizzoccheri e la cassoeula. I primi sono valtellinesi, rustici e corposi, preparati con la farina bianca e quella di grano saraceno e poi conditi con burro, formaggio Valtellina Casera dop, verze, patate a tocchetti, uno spicchio d'aglio, un pizzico di pepe e un po' di grana grattugiato (è questa la ricetta originale dell'Accademia del Pizzocchero di Teglio). L'altra invece, è un compendio succulento di verze e maiale, di cui si utilizzano costine, cotenne, piedini, codini e verzini (i salamini da verza).

VARIAZIONI SUL TEMA – Dove assaggiare una buona cassoeula? Alla Taverna Calabiana, per esempio, dove la servono il giovedì e il venerdì, fumante, invitante e abbondante, nel capiente piatto della , con polenta gialla al seguito. E poi? Sabato 30 gennaio all'Osteria del Postiglione di Pioltello, durante una cena a tema, nonché giovedì 28 gennaio al Cafè d'El Brellin, lungo il , dove lei si ubriaca, nel bel mezzo di un happy hour tutto speciale. Lo chef Alessandro Rimoldi la presenta infatti in duplice veste: classica ed estrosa, ossia trasformata in ripieno di raviolacci nappati al burro fuso e sfumati alla grappa. Infine, per assaporare le verze in un'insolita versione, l'indirizzo è quello della Taverna Poma, dove lo chef patron Ennio Grossi reinventa il bottaggio d'oca, sublimandolo nei ravioli d'oca in pasta gialla e verde (double face) con verze brasate e guanciale croccante a far da guarnizione. Un piatto delicato, in cui le verze vengono cotte in brodo vegetale e il guanciale tostato a parte, per risultare più leggero.


Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /home/customer/www/milanodabere.it/public_html/wp-content/themes/milanodabere/functions.php on line 148