Michelangelo pasticceria

Pasticceria Michelangelo, quando il ‘vassoio’ di canditi diventa un must

I frutti sottoposti a candidatura sono il fiore all’occhiello della pasticceria Michelangelo che festeggia i suoi primi vent’anni

Sono vent’anni che i milanesi che varcano l’uscio della Pasticceria Michelangelo sanno di andare a colpo sicuro, soprattutto se sono alla ricerca di prelibati canditi. Il ‘vassoio’ sul quale queste deliziose leccornie sono disposte, è diventato un must per gli abitanti della zona e, in generale, per gli appassionati golosi di frutta candita. Alla regia del negozio troviamo Michelangelo Schepis, navigato pasticcere di origine messinese, ma da oltre tre decenni in pianta stabile nel capoluogo lombardo. Nel 1998 ha deciso di rilevare la location storica, con alle spalle una storia iniziata quasi cent’anni fa. Un angolo di una Milano dolce che nasce nel 1920 e, di volta in volta, gestita da diverse famiglie di pasticceri rinomati: i Grecchi per primi, le sorelle Bargiggia poi, i Mozzanica che rimangono al timone fino al passaggio di consegne a Schepis.

Una produzione di canditi bio, senza glutine a prova di vegano

Dicevamo i canditi, principale fiore all’occhiello di questa pasticceria da sempre situata in Piazza Ferravilla al 3, angolo con Via Carnaghi. Una materia prima che il pasticcere acquista dalla sua sempre amata Sicilia. Da questa terra Michelangelo acquista arance, mandarini e limoni rigorosamente di produzione biologica. E gluten free, così come vegan, per attenzione di chi soffre di intolleranze alimentari o avverte l’esigenza di consumare determinate tipologie di cibo. ‘’Gli agrumi sono il punto di forza della produzione. Ho deciso di ampliare con altri frutti come ananas e pera, a cui ho aggiunto anche lo zenzero – fa sapere Schepis –. Ho sempre dato importanza alla naturalezza degli ingredienti. Vale per i canditi, ma non solo. Il cioccolato fondente al 70% che uso è a sua volta biologico e mi affido a un produttore svizzero di qualità, così come lo zucchero, che proviene dal Brasile, è di canna. Al bando emulsionanti, grassi aggiunti, coloranti e aromi’’.