MILLEMISTURE

Millemisture, dal foraging nasce il sodalizio cocktail & food

Si chiama Millemisture ed è un locale che, in zona Isola, sta facendo parlare di sè per un’offerta di cocktail e piatti dove bacche e spezie selvatiche sono assolute protagoniste

Se si decide di aprire un cocktail bar con ristorante annesso e combinato al bancone, in una zona particolarmente competitiva e affollata di locali, per non risultare scontati e poco intriganti, bisogna per forza creare l’elemento differenziante. Altrimenti in men che non si dica, si finisce per essere relegati a generico bar. Uno dei tanti locali sparpagliati su un territorio sufficientemente ricco di proposte. Hanno, quindi, valutato attentamente la situazione i due bartender, Daniele Politi e Giovanni Maffeis, che con una buona dose di coraggio e mettendo da parte i timori, hanno scelto di lanciare il progetto Millemisture, nome del locale che ha aperto i battenti da qualche mese in Via Bassi (ang.Pollaiuolo), una delle principali arterie del pulsante quartiere Isola.

I due barman lombardi che lavorano insieme da tempo (si sono conosciuti nel 2009, lavorando dietro al bancone del Mexicali), hanno unito le forze e coinvolto, per la parte food, il giovane cuoco toscano, ma milanese di adozione, Marco Tinti, che si è fatto le ossa ai fornelli come sous chef dello stellato ristorante milanese Joia di Pietro Leeman.

Da questo gioco a tre è nato un concept originale e centrato sulla ‘via botanica’, facendo tesoro e ricetta di ciò che di buono offre la terra per creare piatti saporiti e cocktail ‘bucolici’. Erbe, spezie, fermentazioni e raccolti vari provenienti principalmente da due tenute agricole, una attiva nell’isola di Capraia l’altra a Salò, diventano ingredienti dei drink proposti in quattro macro categorie denominate ‘Diversamente Acidi’ ‘Selvatici e Stagionali’, ‘Nudi e Crudi’ e ‘Speziati e Profumati’. Un solo ‘fuori lista’ è rappresentato dal Martini che viene servito in piccole coppette ghiacciate per essere bevuto, come tradizione esige, in tre soli sorsi. Per tutte le categorie è dunque previsto il relativo abbinamento (suggerito, ovviamente) con la portata food che, di volta in volta, si prepara in cucina.

Giovanni Maffeis e Daniele, i due artefici del locale Millemisture, connubio tra mixology, food e foraging. Credits: Elisabetta Pina

Pairing Food è di conseguenza creato in salsa ‘foraging’, sana abitudine che consiste essenzialmente nell’avventurarsi nei boschi a raccogliere bacche, erbe e frutti selvatici, utilizzando il tutto per uso alimentare.

‘’Tutto nasce dalla nostra volontà di aprire un posto dove bere e mangiare. E viceversa – spiega Giovanni Maffeis a Milanodabere.it, mentre prepara uno Uva Royale con shrub di uva rossa, apertivo Berto e un rabbocco finale di spumante Brut –. La scelta di aprire proprio all’Isola è stata presa perché riteniamo che questa specifica zona di Milano sia particolarmente recettiva alle novità’’.

Scelto format e luogo, si è poi studiato come definire l’offerta tra bancone e tavolo. ‘’L’abbinamento con il cocktail è un’idea che ci è sembrata naturale da subito, facendo tesoro delle nostre rispettive esperienze nel settore della miscelazione – racconta a sua volta Daniele Politi –. È vero che la formula proposta, basata sul cocktail ‘selvatico’ a cena, non è così semplice come sembra e non risulta immediata per il cliente che, sette volte su dieci, ordina prima il piatto, dopodiché valuta e decide se abbinare il drink miscelato. Noi ci accostiamo a lui, lo indirizziamo, gli proponiamo alcuni sodalizi tra drink e food, non vogliamo convincerlo a tutti i costi, ma cerchiamo di catturare la sua curiosità e spingerlo a fare una prova. Il pairing non è ancora un’abitudine consolidata tra gli italiani, ma riteniamo ci siano tutte le premesse perché lo possa diventare. E speriamo presto’’.

Uva Royale: sciroppo di vino rosso, aperitivo Berto e aggiunta finale di spumante brut. Credits: Matteo Cioffi

Per chi decide di approcciare l’abbinamento in questione a piccoli passi, il locale suggerisce anche un primo step con l’aperitivo dove il drink miscelato è accompagnato da uno sfizioso piatto composto da un ‘ensemble’ di quattro assaggi studiati e realizzati per accompagnare al meglio il cocktail.

I cocktail di Millemisture si degustano in loco o, volendo, anche a casa. Il cocktail restaurant di Via Bassi, infatti, prevede il ‘drink d’asporto’ a un costo di 6 euro. Un servizio che per ora contempla i grandi classici della mixability, ma che presto abbraccerà anche altre ricette più variegate. Tra le quali, ovviamente, i must del locale rappresentati dai cocktail botanici e selvatici.