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La birra e gli italiani? Per Assobirra il 2017 è l’anno dei record

Tra analcoliche, lager e artigianali, secondo i dati di Assobirra lo scorso anno i consumi della bevanda al luppolo non sono mai stati così alti dal 2007

Il 2017 è stato incoronato come anno della birra in Italia, come proclamato da Assobirra, che altro non è che l’associazione che riunisce i maggiori produttori birrari e di malto che operano nel nostro Paese.

L’associazione ha presentato a Milano il report annuale sul settore e dallo studio è quindi emerso che, lo scorso anno, la produzione brassicola ha raggiunto il suo record storico degli ultimi dieci anni, con 19.268 mila ettolitri, il 7,5% in più rispetto alla stagione precedente, ma soprattutto sono cresciuti i consumi in generale che, tra birra a basso contenuto alcolico, lager, speciali o artigianali varie, nel 2017 hanno segnato un balzo in avanti dell’1,6% e oggi praticamente un italiano beve annualmente e a livello pro capite 31,8 litri di bevanda al luppolo e malto a testa.

Non ne hai mai consumata così tanto nell’ultimo decennio, anche se questa media è ancora molto lontana da quella che si registra in altri Paesi europei (analizzando gli stati membri dell’UE, il Bel Paese è fanalino di coda, ndr).

In generale, a registrare la stragrande maggioranza delle vendite di birra sono ovviamente i grandi colossi del settore e i loro brand più noti, ma lo studio ha voluto evidenziare il ruolo dei microbirrifici. Un fenomeno quest’ultimo che, in Italia, ha preso piede da oramai qualche anno e che, pur avendo ancora quote di mercato relativamente basse, suscita molto interesse da parte di una fascia sempre più ampia di consumatori e non solo composta da beer lover. I microbirrifici censiti oggi in Italia sono 855, di cui 693 rientrano nella categoria dei birrifici artigianali, mentre gli altri sono definiti come brew pub (anche la produzione in loco di birra è una delle tendenze del momento, ndr).

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Tra birre lager, analcoliche e artigianali, lo scorso anno in Italia i consumi sono cresciuti del 3,6%

Tornando al quadro generale, Assobirra ha sottolineato che, in questo momento, la tipologia assolutamente dominante nelle scelte degli italiani rimane quella delle lager che, tanto per intenderci, generano l’89,59% delle vendite, seguite dalle ‘speciali’ in costante crescita e capaci oggi di valere l’8,39% dell’intero mercato, mentre tutto il comparto delle birre con una bassa gradazione alcolica rimane ancora di nicchia e vale l’1,86% del settore.

Le attese ora sono focalizzate sul 2018. Assobirra, dando voce alle tante aziende che rappresenta, si è detta molto fiduciosa, anche se molto (per non dire quasi tutto) sarà determinato dalle condizioni climatiche: più farà caldo, più birra si venderà nei locali, ristoranti e supermercati. Così è avvenuto lo scorso anno. Ed è stata la ragione principale che ha decretato il 2017 come anno record. Ma si sa, i primati sono fatti per essere battuti.