gin tonic

Italia, attore sempre più protagonista della ‘gin mania’

L’ultima edizione del Gin Day ha messo in luce come siano in crescita i produttori italiani di gin che puntano sulla ricchezza delle botaniche nazionali

La ‘ginaissance’, neologismo usato per indicare la rinascita del gin, ha preso piede anche in Italia. Il successo del white spirit a base di ginepro è atterrata anche nel nostro paese. Un boom planetario oramai, iniziato con l’avvento del nuovo Millennio, il distillato più amato dalla Regina Elisabetta d’Inghilterra, volendo citare uno dei tanti personaggi famosi che adorano il prodotto, ha avviato il suo percorso di crescita trascinato da alcuni inconfutabili atout, tra cui sapore e versatilità. I bartender sono di conseguenza i principali alleati della categoria e le proposte cocktail molteplici. Qualche esempio: il Gin Tonic è forse il drink più noto in assoluto, il Negroni è un fiore all’occhiello della mixability italiana, il French 75 è un must per palati aristocratici, mentre il Tom Collins deve la sua gloria alla sua essenzialità che lo rende di facile preparazione e molto apprezzato per la sua leggerezza aromatica.

Se dunque da una parte il gin ringrazia il ruolo dei mixologist, dall’altra beneficia del trend oggi molto in voga che si lega al barman ‘fai da te’: preparare drink miscelati tra le mura di casa è un’abitudine sempre più diffusa tra gli italiani. Spesso usare la propria cucina come i banco di un bar serve a impressionare gli amici o fare colpo su una persona. D’altronde, un recente studio apparso sul giornale online Bmj Open, ha fatto emergere che 4 gin lover su 10 si sentono ‘più sexy’ quando sorseggiano il loro spirit preferito. I dati poi confermano la crescita della preparazione domestica: da settembre 2017 a settembre 2018, il numero di bottiglie di gin vendute nei super e iper è aumentato di oltre il 10% (Fonte: Iri Infoscan). Un risultato eccellente, se poi si pensa che i superalcolici principali nella grande distribuzione sono tutti in calo.

Il Bel Paese si sta quindi scoprendo non solo appassionato di gin, ma anche grosso produttore di questo spirit. L’affluenza registrata all’ultima edizione del Gin Day, evento dedicato al distillato andato in scena lo scorso 9 e 10 settembre a Milano, è stata superiore alle 3.200 presenze nei due giorni della manifestazione. Numeri che testimoniano un forte interesse nei confronti del prodotto. E l’euforia che regna nel settore ha dimostrato che l’offerta made in Italy sia tutt’altro che marginale. Non dimentichiamo che il nostro Paese è tra i maggiori produttori di bacca di ginepro, componente centrale del prodotto dalla quale si estraggono gli oli essenziali poi sottoposti a distillazione, oltre a essere un territorio unico e ricco di altre tipologie di botaniche, grazie a una biodiversità unica al mondo.

Girovagando tra gli stand del Gin Day, abbiamo preso nota di alcune interessanti proposte. In larga parte, appunto, italiane. Eccone alcune.

PANAREA

Le Eolie e l’atmosfera di una delle sue isole più famose, racchiuse in una bottiglia. Panarea è il gin siculo che vanta una lunga tradizione di distillatori nata nel lontanissimo 1832. Due le referenze presenti sul mercato italiano, entrambe caratterizzate da una peculiarità organolettica che rilascia in bocca aromi delicati e molto profumati. Delle due proposte, Island spicca in tutta la sua sicilianità, accompagnando nel processo di distillazione del ginepro una serie di botaniche autoctone come limone, coriandolo, arancio e mirto di Panarea. La referenza Sunset, invece, spinge maggiormente sull’eleganza del gusto, strizzando l’occhio alla sensazioni di piacere e relax che l’isola riesce a trasmettere. Esperienza sensoriale a tutto campo, questa seconda ricetta è frutto di un mix di botaniche mediterranee, in una girandola di sapori agrumati e delicati, che suggeriscono anche un consumo liscio del prodotto e non solo miscelato.

Panarea
Panarea e la sua anima sicula: il gin utilizza botaniche dell’Isola per esaltare la sua forza organolettica

AQUA LUCE

Un’elegante bottiglia avvolta nel verde speranza è il biglietto da visita di Aqua Luce, gin proposto dalla Distilleria dell’Alpe in provincia di Treviso. Un prodotto che fa del ‘bon ton’ la sua peculiarità sia sotto il profilo dell’immagine, sia dal punto di vista organolettico seguendo un processo di distillazione duplice in alambicchi di rame da 100 litri che utilizzano una variegata selezione di botaniche. Ginepro, ginestra, timo selvatico, biancospino, rosa canina, angelica, genziana, cumino, alloro e luppolo. Il risultato finale è uno spirit morbido, con un giusto equilibrio aromatico e poco pungente al palato. Equilibrio garantito anche da un’irrisoria presenza di zucchero (0,2%) e dall’assenza totale di botaniche agrumate.

aqua luce
Ginepro, ginesta, timo selvatico, bancospino, rosa canina, angelica, genziana, cumino, alloro e luppolo: queste le botaniche del gin Aqua Luce, morbido e aromatico

SIPSMITH

L’annuncio è stato dato nei giorni del Gin Day: Onesti Group ha avviato la distribuzione in Italia del Sipsmith Gin britannico, marca di proprietà di Beam Suntory, terzo produttore mondiale di bevande alcoliche. Entriamo nel mondo del classico London Dry, in questo caso prodotto da una distilleria artigianale londinese, con ogni singola bottiglia realizzata in piccole quantità per garantirne la qualità. Dieci le botaniche impiegate e lasciate macerare tutta la notte e poi distillate. Il prodotto promette un intenso approccio floreale al primo sorso, per poi sprigionare note dolci che si intrecciano in maniera armoniosa tra loro, pur mantenendo prioritario il sapore del ginepro. Il finale è secco e rilascia la parte agrumata. Oltre alla referenza di base, la società di distribuzione piacentina ha inserito nel portafoglio anche quella Sloe Gin e V.J.OP.

Onesti Group ha iniziato la distribuzione del Sipsmith Gin, un London Dry prodotto da una distilleria artigianale di Londra

4312 AQUAMIRABILIS

A Gubbio, città d’arte e di palio, si produce un gin artigianale di grande spessore organolettico. A proporlo è Anonima Distillazione, piccola realtà che, nonostante l’appellativo che si è voluta dare non fa passare inosservato il suo prodotto a base di ginepro racchiuso in un brand ‘numerico’: 4312 Aquamirabilis, una sorta di codice con il quale si indica la gradazione dello spirit (43°) e il numero di botaniche utilizzate (12). Un London Dry Gin appena sbarcato sul mercato e che, al naso, rilascia note agrumate che si vanno ad intersecare delicatamente con altre più floreali, mentre al palato emergono i sentori di cedro con una persistenza di arancia e di bergamotto. Il retrogusto, invece, rilascia punte speziate ed erbacee.

4312
Nella splendida Gubbia esce questo gin che nel nome racchiude le sue due peculiarità di base: 43 la gradazione alcolica, 12 le bothanicals utilizzate

EL GIASS

Anche Milano ha il suo gin e per l’occasione gli ha anche attribuito un naming che ribadisce lo stretto legame con la città: EL GIASS, ovvero ‘il ghiaccio’ in milanese. Si tratta di un London Dry prodotto attraverso 18 selezionate botaniche da una micro distilleria che ha sede (e alambicco) nell’ex Scalo Ferroviario di Porta Romana. Un gin dal sapore robusto e al tempo stesso morbido, con toni eleganti e diversi che s’intrecciano tra loro. A realizzare questo progetto, nato nella primavera del 2017, è un team di cinque amici, capitanati sotto il profilo tecnico dal barman Richard D’Annunzio. Il prodotto è racchiuso in una bottiglia serigrafata, ispirata alla Galleria Vittorio Emanuele, con il logo che richiama il drago verde della vedovella (la classica fontana milanese). La spiegazione del nome? ‘’Il ghiaccio è un elemento artigianale, trasparente, immediato, affascinante nella sua imperfezione: come il nostro gin’’, il commento dei soci.

giada gin
Anche Milano ha il suo gin: a produrlo cinque amici in una distilleria situata nell’ex Scalo Ferroviario di Porta Romana