Ilaria Forlani, l’ice cream si ricopre di fantasia

Incontro con la food designer che con le sue composizioni a base di gelato ha catturato la curiosità di ristoratori e aziende

Il paradosso è che da piccola detestava il gelato. Con sua madre si presentava in gelateria e quasi per dispetto ordinava solo il cono. Vuoto. Non le piaceva, parole sue, la ‘povertà creativa’ che caratterizzava l’offerta al bancone. Ilaria Forlani sognava un gelato diverso, con un tocco eccentrico e fantasioso.

E poi è successo che crescendo le cose sono cambiate. È diventata ghiotta di gelato, ma soprattutto ha concretizzato il suo sogno di diventare food designer. A soli 31 anni si è affermata, i premi bussano alla sua porta di continuo, e le realizzazioni sono piccole e gelide opere creative, dove il gelato non è più solo essenza, ma anche fantasia ed estetica creata con piglio sartoriale. Un dono questo che messo in pratica si è trasformato in una professione. Ilaria è diventata in arte un brand, ossia ‘Glacé’ che, per la cronaca, è anche il nome che capeggia sull’insegna della gelateria di famiglia gestita a Palazzolo, nel Bresciano.

Da hobby quindi a lavoro vero e proprio. Oggi è spesso reclutata da ristoratori intenzionati a rinnovare e rendere stuzzicante l’immagine dei loro dolci gelati. E non solo. L’inventrice del marchio ‘Glacé’ è molto ricercata anche da agenzie di moda e progettazione e, cosa abbastanza prevedibile, da imprese del mondo food & beverage. “Mi piace definirmi una ‘golosa creativa’ – ci ha raccontato quando è venuta a trovarci in redazione –. L’idea di intraprendere questa mia attività nasce dal fatto che, già da piccola, volevo modellare il gelato come base per creazioni estrose. Io ho sempre desiderato fare l’architetto e quest’ambizione si è concretizzata nel mondo del gelato’’.

Il Sushi Gelato la prima composizione ‘gelida’ di Ilaria Forlani

Venendo alle sue opere ‘sottozero’, all’inizio è stato il sushi. Un amore per il celebre piatto giapponese sbocciato curiosamente non nel Sol Levante, bensì cenando presso i ristoranti asiatici durante un viaggio in Australia. Le sembianze quindi di un sushi preparato con riso basmati spezzettato e farcito con gelato ai gusti di cioccolato extra fondente e bianco, fiordilatte, lampone, cocco, per accompagnare il tutto con zenzero e in abbinamento una salsina di pistacchio che ricorda il wasabi. L’idea è piaciuta a Luca Guelfi, l’imprenditore milanese del fuori casa, che ha selezionato le composizioni della designer bresciana inserendole nel menu dolci del Shimokita, il suo prossimo ristorante di ‘tapas nipponiche’ che aprirà in città il prossimo 8 maggio.

L’hamburger è sottozero e ci sono anche le patatine fritte

Sfogliando il book di Ilaria Forlani, spicca poi anche il burger cream. Anche qui via libera alla fantasia: la carne macinata è replicata con gelato bianco impanato nelle mandorle, i lamponi sono usati per rappresentare il pomodoro, i pistacchi a loro volta l’insalata, mentre un mix di crema pasticcera, mais e cacao, è creato per ricordare le patatine che accompagnano per tradizione un tipico hamburger.

In arrivo prestissimo l’origami. Qui dunque non si parla più di cibo, ma di opere realizzate con carta piegata, ovviamente sostituita da gelato. E non solo, la designer sta progettando un format per una nuova gelateria che sorgerà entro il prossimo anno a Milano. Un progetto che la sua artefice insegue da molto tempo. ‘’Si tratterà di un concept store di nuova generazione – ci ha svelato – Non ci saranno né coppette, né coni, ma il gelato sarà servito nelle maniera più fantasiosa possibile. Rimarrete stupiti, ve lo garantisco’’.