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Dolcemente rétro

I tempi cambiano. Ma le passioni restano. Come quella per l’America anni Trenta, Quaranta e Cinquanta. Quando un forte senso di libertà ben si sposava a stile ed eleganza. Quando Humphrey Bogart e Ingrid Bergman lanciavano il mito di Casablanca, Gregory Peck girava con Audrey Hepburn “Vacanze Romane” e James Dean recitava ne “Il gigante”. Quando i erano in bianco e nero ma profumavano di charme. Quando l’America era l’Old America. Un nome che negli anni Novanta andava a identificare un ristorante milanese di grande successo, con sede in via Vincenzo Monti e patron Antonio Ricchiuti. Un nome che ora va a designare un nuovo locale gourmet, guidato dal medesimo proprietario.

QUESTIONE DI CLASSE – Belli i mattoni a vista che giocano con il legno scuro degli arredi. Belle le vecchie valigie impilate all’ingresso. E belli i volti degli attori ritratti nei quadri appesi alle pareti o in lento scorrere nelle pellicole mandate in onda sulla tv al plasma, rigorosamente senza audio. L’Old America ha un vago senso rétro che denota classe e raffinatezza, con tanto di sedute e divanetti in pelle nera e deliziose abat-jour a creare l’atmosfera. Un posto intimo e raccolto, ma ideale anche per l’estate, grazie al dehors con quaranta coperti.

DI COTTI E DI CRUDI – Non di solo carne è la proposta del ristorante. Anzi, è proprio il pesce a trionfare nel menu. Un pesce fresco, freschissimo, come quello da assaporare nel plateau, summa prelibata di ostriche Fin de Claire, clams, amande (provenienti dalla Francia), fasolari, tartufi di mare, scampi e ricci. Assolutamente crudi, accoccolati su un letto di ghiaccio e alghe, in compagnia di granciporro, gamberi e musci leggermente scottati, per meglio esaltarne i sapori. Da assaggiare piano piano, della serie uno tira l’altro. In alternativa, la scelta è varia e appetitosa: polpo alla mediterranea; spiedini di totani fritti; tartare di tonno con aromi; filetto di scorfano con frutti di mare; pesce spada impanato e farcito (con rucola e Pachino); rombo al forno alla Lyonese; nonché tagliate di spada e salmone e carpacci di piovra e branzino. La chicca? La bourguignonne di pesce: tonno, salmone, storione (a volte code di gamberi) fatti pezzettini, da cuocere nell’olio e intingere in delicate salsine. Da non perdere i primi piatti, alcuni preparati con pasta fresca: linguine con crostacei e frutti di mare (la padella arriva dritta dritta al desco!); tagliolini “Made in Italy” (con calamaretti, asparagi e pomodorini); spaghetti integrali con vongole e bottarga; risotto “Cotton ” (al nero di seppia con curry e dadolata di spada) e gnocchi neri con salmone affumicato e vodka. Corredano il menu i consigli dello chef Orazio Antonio Capodivento, ossia ricettine particolari che cambiano settimanalmente. 

TENERI BOCCONI – La carne comunque non manca. E non è certo la solita fettina. Ecco allora l’hamburger “Old America” (controfiletto ingentilito da scamorza e bacon con uovo e patatine); filetto “Harlem Night”, per il colore nero dato da Marsala e pepe in grani; costata “Old America” e T-bone steak con patate e vedure. Per tutti coloro che amano i sapori decisi. Senza dimenticare la bourguignonne di carne e primi piatti come risotto al limone e Martini bianco; gnocchi di patate con trevisana e stracchino e paccheri alla siciliana. Insomma, una molto mediterranea, con qualche tocco francese e saggi omaggi ai gusti american style. Da coronare con un buon bicchiere di vino. In lista vi sono una sessantina di etichette italiane, provenienti da note e meno note cantine.

A TARDA SERA – L’Old America è ideale anche per cenare tardi, molto tardi. Su prenotazione, infatti, si può mangiare anche fino alle due di notte, magari dopo uno spettacolo al cinema o al teatro.

A PRANZO – Più semplice la proposta per il mezzogiorno, ma altrettanto gustosa. Dal lunedì al venerdì vanno in scena le insalatone oppure i piatti unici (ad esempio, risotto limone e Martini con scaloppine all’arancia o baccalà con cavatelli alla livornese). Il sabato e la domenica, inceve, il pranzo è à la carte (ma le insalatone ci sono sempre).


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