Covid, il grido d’allarme dei caffè storici

L’emergenza sanitaria provocata dal rischia di travolgere anche la nostra storia. Tra le attività maggiormente penalizzate da questo drammatico 2020, infatti, ci sono proprio i caffè storici, nati tra il XVIII e il XX secolo. Luoghi d’incontro per artisti, intellettuali e politici che, seduti ai loro tavolini, tra un espresso e un amaro, hanno letteralmente scritto pezzi della nostra storia recente. Il grido di Fipe-Confcommercio: a rischio un patrimonio nazionale

Da Roma a , da a . Il crollo dei flussi turistici sta mettendo in ginocchio queste attività. – Così Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi. Ancora – Ma non possiamo permettere che questo accada. Questi non sono soltanto locali ma veri e propri monumenti. Un patrimonio materiale e immateriale del nostro Paese che, come tale, è interesse di tutti quanti tutelare e difendere. Ecco perché è essenziale creare un fondo ad hoc per sostenere i caffè storici”.

Oggi come oggi i nostri due caffè perdono complessivamente l’80% di fatturato.  – Così Marco Valenza, titolare di Paszkowski e Caffè Gilli, caffè storici nel cuore di Firenze -. E non potrebbe essere altrimenti visto che il 90% della nostra clientela è sempre stata composta da turisti, italiani e stranieri. Attualmente impossibilitati a spostarsi”.


Una situazione che accomuna buona parte dei locali sono vincolati dal ministero dei Beni culturali e questo rende necessario, per ogni tipo di intervento, ottenere il nulla osta della Soprintendenza

Quello che noi cerchiamo di fare nei nostri locali – fa eco Massimiliano Rosati, titolare del Gran Caffè Gambrinus di Napoliè fornire un’esperienza ai nostri clienti. Per farlo abbiamo bisogno di fare investimenti massicci, in particolare sul personale”.

Città diverse, dunque, ma problemi e obiettivi comuni. Ed ecco che, se la gestione dell’emergenza rimane la priorità per tutti, Raffaele Alajmo, titolare di molti locali di Venezia tra cui il Caffè Quadri di piazza San Marco, prova a fare un ulteriore passo in avanti.

Dobbiamo aprire una discussione sul futuro dei caffè storici. Come potremo risultare attrattivi tra 10 anni per gli under 30? Come potremo rendere sostenibile il nostro modello di business se prima non riusciremo a ridurre costi fissi e vincoli?”.

Una riflessione di lungo periodo da avviare al più presto per dare un futuro ad attività che danno lavoro a migliaia di persone e garantiscono qualità all’offerta enogastronomica e turistica nazionale.