Birra Malnatt

Malnatt, la birra che sa di riscatto per carcerati ed ex detenuti

Chi è dietro le sbarre e chi è uscito di carcere: per una decina di loro c’è la possibilità di lavorare al lancio della birra Malnatt

Malnatt…in milanese ‘nato sfortunato‘. Quel genere di persona che Giorgio Strehler evocava nella sua celebre canzone ‘Ma-Mi’: sventurati galeotti ‘sbattu de su, sbattu de giò’. Le stesse a cui oggi viene offerta una nuova possibilità di redimersi ed essere reintegrate nel tessuto sociale. Con un lavoro.

Una seconda possibilità che diventa quindi possibile grazie a una birra. Perché ‘Malnatt – il gusto del riscatto’ da oggi è anche il nome di una nuova linea birraria che permette a una decina di carcerati o ex carcerati di entrare a fare parte del processo produttivo e di sviluppo del prodotto. Dieci detenuti scelti in tre dei maggiori istituti penitenziari milanesi (Bollate, Opera e San Vittore). La selezione è fatta dai rispettivi direttori di carcere, attraverso il supporto del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e del Comune di Milano che, per l’occasione, istituirà delle borse di lavoro. L’operazione Malnatt esclude il Beccaria, perché riguarda persone minorenni.


I tre carceri hanno dato il nome alle referenze della linea Malnatt, ognuna prodotta presso lo stabilimento dell’azienda agricola La Morosina

A coordinare le operazioni è Massimo Barboni, esperto di birra nonché direttore commerciale di Birra Castello. Il sito produttivo è quello dell’azienda agricola La Morosina di Abbiategrasso. Da qui è già uscito il primo lotto di birre che compongono la linea con tre referenze il cui nome lascia poco spazio all’immaginazione: Malnatt San Vittore (non filtrata e prodotta con luppolo coltivato nei terreni della stessa La Morosina), Malnatt Bollate (di frumento aroma erbaceo e sapore mielato con sentori fruttati), Malnatt Opera (rossa, con sentori di frutti di sottobosco, caramellati e alla liquirizia).

Questo slideshow richiede JavaScript.

La commercializzazione invece sarà pertinenza di Pesce e Anesa, due società lombarde impegnate nella distribuzione di prodotti brassicoli. Il 5% del fatturato ottenuto dalla vendita del prodotto sarà devoluta a favore di progetti che procurano ricadute positive sul sistema di esecuzione penale.

Si parte con la distribuzione nei locali. E in futuro si spera anche nei supermercati

Le birre si possono già stappare da ora in una serie di noti locali milanesi e dell’hinterland (la lista dei bar la trovate qui: www.birramalnatt.it). Manca per il momento all’appello la grande distribuzione. ‘’L’unica catena che ci ha risposto immediatamente è stata Esselunga che però ha appena rivisto il suo assortimento birra e ci ha, dunque, dato appuntamento a marzo del 2020. Le altre insegne, per il momento, non hanno dato riscontro alla nostra richiesta. Rimaniamo in attesa, sapendo che supermercati e ipermercati darebbero una grossa accelerata alla diffusione della birra Malnatt’’, ha dichiarato Barboni che ha reso poi noto che l’obiettivo è vendere 1000 ettolitri di Malnatt entro i 24/30 mesi.

Birra: in Italia se ne beve sempre di più: leggi qui