Cantina Urbana

A Milano inaugura Cantina Urbana, il vino fatto in città

Apre la prima cantina di vino meneghina, dove si pigia, fermenta e imbottiglia. Si chiama Cantina Urbana e l’ha creata Michele Rimpici, il ‘Signorvino’

Fare il vino a Milano è possibile. Pigiatura, diraspatura, fermentazione, affinamento e imbottigliamento: escludendo la vendemmia sul terroir, tutta la filiera è coperta da Cantina Urbana, neonata cantina vinicola inaugurata il 12 ottobre a Milano al civico 87 di Ascanio Sforza. Artefice di questo progetto, Michele Rimpici, imprenditore veronese, appassionato ovviamente di Bacco, un curriculum professionale legato al vino avendo in passato curato la divisione commerciale di alcune aziende del settore vitivinicolo, ma soprattutto salito alla ribalta per essere stato uno dei principali ideatori dell’eno-catena Signorvino, wine & shop restaurant del gruppo Calzedonia

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Michele Rimpici direttamente all’opera: da Cantina Urbana tutti i passaggi principali della vinificazione sono contemplati

Cantina Urbana si trova in una location situata in un cortile interno e ha una forte connotazione sociale, come ci tiene subito a sottolineare Rimpici, che punta a creare un luogo di aggregazione per wine lover e non solo, proponendo momenti conviviali con calice alla mano venduto a prezzi competitivi e accompagnati da piccoli assaggi di salumi e a formaggi prodotti da realtà artigianali italiane. Il vino viene poi anche venduto sfuso o in bottiglia (applicando etichette che ognuno può personalizzare a sua piacimento), oppure affinato in vasi vinari in acciaio.

‘’L’idea di questo progetto – ha raccontato a Milanodabere.it l’ideatore della cantina che si è lanciato in questa sfida insieme a due soci di minoranza – l’ho avuta durante un mio soggiorno a Brooklyn, dove ho conosciuto un gruppo di ragazzi che, appunto, aveva creato una cantina in città. Mi è subito sembrata un’intuizione molto brillante e, trascorsi due lunghi anni, ho messo a punto il piano strategico per realizzare questo mio sogno in Italia, scegliendo Milano che rappresenta sempre un laboratorio per le novità e un importante banco di prova’’.

La naturalezza del vino sarà quindi uno degli elementi portanti di Cantina Urbana, ‘’Il cliente da noi saprà di degustare un prodotto naturale che sia davvero espressione del territorio e con un basso contenuto di solfiti. Inoltre, mi stuzzica molto l’idea di rilanciare il concetto di ‘sfuso’, oggigiorno purtroppo ignorato da parecchi produttori enologici che ne sottovalutano la qualità. Sbagliando’’.

Cantina Urbana
Vino sfuso, etichette personalizzabili, bottiglie e calici: Cantina Urbana ripropone un consumo ‘artigianale’ del Nettare di Bacco

Il luogo, dunque, si struttura come locale enoteca, aspirando a diventare in futuro anche location per accogliere eventi e incontri sul mondo vino. Venendo, dunque, all’offerta le uve sono acquistate da una selezione di ‘vignerons’ italiani e arriveranno in Ascanio Sforza subito a ridosso della vendemmia. Ogni singolo calice costa 3 euro, mentre l’acquisto della bottiglia varia a seconda della tipologia e parte dai 3 euro e arriva a un massimo di 6 euro.

La lista di vini proposti in questa fase iniziale è costituita da un Grillo siciliano, un Dolcetto d’Alba, un Sauvignon Blanc del Trentino e un Teroldego veneto. ‘’Dal prossimo maggio aggiungeremo le prime due referenze ‘di casa’, vale a dire due vini che abbiamo deciso di chiamare Naviglio Rosso prodotto con uve di Barbera e Croatina, e il Naviglio Bianco ottenuto da un 100% di Riesling dell’Oltrepò pavese’’, svela Rimpici.