Van Gogh e il Giappone arriva nelle sale

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Van Gogh e il Giappone arriva nelle sale. Un viaggio alla scoperta di due culture che si fondono irreversibilmente nelle opere dell’artista

Van Gogh e il Giappone è il nome del film che arriva nelle sale il 16, 17 e 18 settembre. Diretto da David Birkestaff, il docufilm apre la stagione della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital. È il racconto di due culture completamente diverse tra loro, quella Occidentale e quella Orientale, che si fondono e si influenzano irreversibilmente. In particolare, il lungometraggio punta la lente di ingrandimento sull’influenza dell’arte Giapponese sulle opere di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi.

Un viaggio alla scoperta dell’arte del Sol Levante

Van Gogh e il Giappone indaga la tendenza artistica del Japonisme e i volti dei suoi esponenti, configurandosi come un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’arte del Sol Levante. La storia si colloca nella seconda metà dell’800 quando, finito il periodo Edo, nella capitale francese iniziano ad arrivare oggetti di origine giapponese. Tra questi, le “ukiyo-e“, stampe colorate impresse con matrici di legno, dalle quali Van Gogh rimane affascinato. Da questo momento in poi, difatti, l’artista si dedica allo studio approfondito dell’arte orientale e della visione del mondo che questa propone.


Pur non avendo mai visitato il Giappone, infatti, Van Gogh si innamora dei suoi colori, delle sue forme e della purezza compositiva lo caratterizza. È come se le tendenze artistiche del paese riescano ad esprimere il tormento che il pittore si porta dentro e, allo stesso tempo, a placarlo.

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La ricerca epica del senso della vita nella “semplicità potente” di Van Gogh

La parte del documentario che coinvolge maggiormente chi lo guarda è indubbiamente quella riguardante l’acuta emotività dell’artista che lo porta a fare scelte di vita insolite. Andare via da Parigi, per esempio, per inseguire la tranquillità delle zone del sud della Francia. La luce che si infrange sulla fitta vegetazione incontaminata, il brulicare degli animali, le tradizioni che ben si sposano con la sua “utopia giapponese”: questo è per Van Gogh la Provenza. Rifugio e luogo d’ispirazione adatto alla ricerca epica del senso della vita.  Questo periodo della vita dell’artista è prolifico, ma anche molto travagliato. Il suo punto di riferimento e la sua guida morale è indubbiamente il fratello Teo, al quale scrive continuamente lettere per confrontarsi sull’arte e sulla vita.

Inoltre, per la realizzazione del documentario di Nexo-Digital è stato consentito anche l’accesso esclusivo alle opere dell’artista conservate nel Van Gogh Museum di Amsterdam. Questo, in quanto “La cosa stupefacente nel lavorare a un film su Van Gogh è la ricchezza delle intuizioni che emergono dalle sue lettere o anche solo osservando da vicino le sue opere. Pensi di conoscerle, perché sono famosissime, ma ogni “visione” rivela qualcosa di nuovo. – spiega il regista David Bickerstaff. E continua. – L’intensità del sentire di Van Gogh mentre lotta con la sua arte è messa a nudo con ogni segno che marca sulle tele. È la ricerca di una semplicità potente che ha attratto Vincent van Gogh verso l’arte del Giappone”.

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Dal: 16/09/2019 al: 18/09/2019
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