Training Humans, Osservatorio Fondazione Prada

Training Humans: la prima mostra fotografica sulle immagini di training scientifico usate per i sistemi di intelligenza artificiale, all’Osservatorio Fondazione Prada

Training Humans è il nome della mostra fotografica allestita all’Osservatorio Fondazione Prada dal 12 settembre al 24 febbraio. L’esposizione è ideata e curata dalla studiosa Kate Crawford e dal ricercatore e artista Trevor Paglen.

La collezione comprende fotografie raccolte dagli anni Sessanta a oggi per insegnare ai sistemi di Intelligenza artificiale (IA) a “classificare” il mondo. La diffusione di Internet ha, senza dubbio, aumentato in modo esponenziale il numero di immagini disponibili. È per questo motivo che i ricercatori hanno smesso di usare immagini governative, cominciando ad attingerle dai social media. Dalla mostra si vede, poi, come queste foto vengano adoperate nella ricerca scientifica per la classificazione degli individui e la stereotipazione delle loro caratteristiche personali.


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“Questi materiali visivi rappresentano la nuova fotografia vernacolare che guida la visione artificiale. – afferma Kate Crawford. E aggiunge – Per verificare il loro funzionamento, abbiamo analizzato centinaia di set di immagini di training per capire i processi interni di questi ‘motori del vedere'”.

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L’IA tra asimmetria di potere e classificazione delle emozioni

Alle immagini prese in considerazione in Training Humans sono attribuite delle etichette che rendono palesi le implicazioni politiche che ne derivano. Infatti, i sistemi di IA trasformano spesso i criteri di misurazione in strumenti di giudizio morale. Processo, peraltro, effettuato senza il consenso dei fotografi o dei soggetti ritratti. Le classificazioni sono effettuate in base a razza, genere, estrazione sociale e a presupposte caratteristiche caratteriali. Il collegamento con l’eredità storica dei sistemi post-coloniali e razzisti sorge spontaneo.

L’altro punto focale della mostra riguarda i sistemi di segmentazione sociale basati sulla classificazione delle emozioni. Per analizzarli non si può prescindere dalle idee dello psicologo Paul Ekman. Quest’ultimo sostiene che la vastità dei sentimenti umani possa essere ridotta a sei stati emotivi universali. L’idea del pensatore viene tradotta concretamente nell’esposizione di un ampio ventaglio di immagini nelle quali vengono indicati gli stati emotivi dei soggetti ritratti.

Fiore all’occhiello della mostra è la sua parte interattiva. Riconoscimento facciale e dell’andatura, la mappatura delle emozioni e i sistemi di sorveglianza biometrica da provare in prima persona. Vista l’asimmetria di potere propria di questi strumenti, conclude Kate Crawford, “La speranza è che Training Humans segni il punto di partenza per iniziare a ripensare questi sistemi e per comprendere in modo scientifico come ci vedono e ci classificano”.

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Informazioni
+39 0256662634
Dal: 12/09/2019 al: 24/02/2020
Duomo
Corso Vittorio Emanuele II, 62 - Milano
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