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Palazzo Citterio duemilatredici

Evento terminato

Da quando lo stato lo acquistò per farne il “prolungamento” della vicina Pinacoteca, è diventato un grande buco nero. Era il 1972 e Franco Marrocco, attuale direttore dell'Accademia, era in quarta elementare. Dunque ne è passata di acqua sotto i ponti, ma il settecentesco Palazzo Citterio è ancora lì, al 12/14 di via Brera, in attesa degli imminenti lavori che gli permetteranno di ospitare opere del '900, esposizioni temporanee, raccolte grafiche e fotografiche.

Alla gara per i progetti di recupero hanno risposto 13 architetti di rilievo nazionale tra cui Amerigo Restucci ed Eugenio Vassallo (rispettivamente rettore e docente allo Iuav di Venezia), Michele De Lucchi (amdl.it), Enrico Da Gai ed Elisabetta Fabbri (enricodagai.it), Antonio Citterio e Patricia Viel (antoniocitterioandpartners.it). Le soluzioni proposte sono in mostra dal 22 gennaio al 16 febbraio alla Triennale di Milano, insieme al progetto preliminare di Alberto Artioli e Annamaria Terafina, servito da base per la gara. Il percorso proietta il visitatore negli studi degli archistar, permettendogli di confrontarne le diverse visioni. In base al bando, i progetti si sono focalizzati sullo scalone e in particolare sul giardino del palazzo, che rappresenterà il futuro collegamento diretto con Brera, attraverso l'Orto Botanico.

Un tassello rilevante sul percorso di Expo 2015, che avrà, tra le sue icone, sei indiscussi capolavori presenti a Milano: Lo sposalizio della Vergine di Raffaello e Il bacio di Hayez (entrambi custoditi proprio alla Pinacoteca), la Pietà Rondanini di Michelangelo, il Cenacolo di Leonardo, Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo e il Concetto spaziale di Fontana. 

Informazioni
02 724341
Dal: 22/01/2014 al: 16/02/2014
Sempione
Viale Emilio Alemagna, 6 - Milano
n.p.
Da martedì a domenica: dalle ore 10.30 alle ore 20.30; giovedì aperto fino alle ore 23.00
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