Il cielo non è un fondale

Il cielo non è un fondale

Evento terminato

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini per la prima volta al Piccolo

Una scena scarna e Il cielo non è un fondale, come il titolo evocato da un dialogo tra sogno e realtà: una firma di Deflorian/Tagliarini, per la prima volta al Piccolo È lì, tra il buio e il corpo della , che comincia il gioco del teatro: gli attori fanno sognare gli spettatori seduti in platea, assieme a loro, in uno spazio scenico vuoto che si ingrandisce e si restringe, in un tempo sospeso, a seconda degli , veri o surreali che siano.

Antonio racconta di aver sognato Daria nei panni di una barbona e, pur avendola riconosciuta, di essere passato oltre; da qui cominciano incidenti, , parole, sentimenti, paure, scambi di emozioni fra quattro persone intraviste, dando vita a un atto drammatico “senza trama e senza finale”, come suggeriva Cechov.

Roma, , , scena dopo scena, città dopo città, appaiono e scompaiono le figure umane di Alom, il venditore di rose che un tempo era un generale nell’esercito del Bangladesh, di Mohamed, cuoco pakistano, della barbona incrociata nel giardino del sogno e di molti altri ancora. Poco importa se siano ricordi autentici o fantasmi rimasti impigliati a una , sono storie umane. Chissà se vere o meno. Il cielo non è un fondale, chissà se è fatto di nuvole oppure è solo un artificio scenico.

Da un testo su Jack London di Attilio Scarpellini, con le musiche di Lucio Dalla, , Georg Friedrich Händel, Lucio Battisti, sulla scena Francesco Alberici, Daria Deflorian, Monica Demuru, Antonio Tagliarini. Al Studio Melato dal 2 al 6 maggio.

Informazioni
Dal: 02/05/2018 al: 06/05/2018
Lanza
Via Rivoli, 6 - Milano
Medio
Mercoledì e venerdì: ore 20.30; giovedì e sabato: ore 19.30; domenica: ore 16.
Mappa