Guido Pajetta: l’artista milanese a Palazzo Reale

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Palazzo Reale rende omaggio a Guido Pajetta, artista di primo piano nel panorama artistico milanese e internazionale del ‘900, con la mostra a lui intitolata Miti e figure tra forma e colore. La racconta a Milanodabere.it il suo curatore Paolo Biscottini

Dal 5 luglio al 5 settembre Palazzo Reale presenta la mostra Guido Pajetta. Miti e figure tra forma e colore, promossa e prodotta da Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e Fondazione Guido Pajetta. Ripercorre oltre sessant’anni di lavoro dell’artista milanese, figura di primo piano nel panorama artistico del ‘900. La raccolta è curata da Paolo Biscottini, Paolo Campiglio e dal figlio dell’artista Giorgio Pajetta. Il catalogo della mostra è pubblicato da Skira.

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Guido Pajetta a Palazzo Reale

La mostra che Palazzo Reale dedica a Guido Pajetta (Monza, 1898 – Milano, 1987) ripercorre, attraverso 90 opere esposte, oltre sessant’anni di lavoro dell’artista milanese. Miti e figure tra forma e colore è il titolo della raccolta che pone l’accento sul legame dell’artista con la scena milanese, in particolare con Sironi e la corrente Novecento. E pone anche l’attenzione sulla produzione europea, in particolar modo francese, e sull’interesse di Pajetta per il cubismo e il surrealismo. L’esposizione è suddivisa in otto sezioni tematiche, gli anni di Brera, la dimensione europea, il ritratto, la natura morta, la figura femminile, il paesaggio, la guerra.

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Il curatore della mostra Paolo Biscottini racconta Guido Pajetta

Guido Pajetta è un artista di cui mi occupo dal 1987. Quando è scomparso, il figlio Giorgio venne a trovarmi per dirmi che aveva dato il via al catalogo generale dell’opera del padre coinvolgendo lo storico dell’arte Enrico Crispolti. Mi chiese di organizzare una mostra sull’opera del genitore” spiega Paolo Biscottini, curatore dell’esposizione e presidente della Fondazione Pajetta. La mostra a Palazzo Reale è solo una delle tante iniziative promosse per valorizzare e riscoprire il lavoro di uno degli artisti più significativi del ‘900.

Il percorso espositivo a Palazzo Reale

La mostra Miti e figure tra forma e colore racconta la vicenda artistica di Guido Pajetta a partire dagli anni all’Accademia di Brera. Quindi dal suo esordio come artista, quando esce vincendo il primo premio proprio con il quadro che si vede esposto all’inizio della mostra: Ritratto di signora. Opera che si ricollega alla tradizione lombarda della pittura di figura. Sono poi 8 le sezioni espositive. “Nella prima sala si vede come Pajetta, affacciandosi alla scena milanese, incontra il gruppo Novecento e in particolare Sironi e poi Carrà e gli artisti che lo attirano all’interno di interessi legati alla figura. A una concezione classica della pittura e a un ritorno all’ordine, come si diceva al tempo” spiega Paolo Biscottini. Dal primo periodo artistico, si passa poi all’esperienza internazionale che Pajetta fa andando a vivere a Parigi. E iniziando poi a esporre a Londra e alla Biennale di Venezia.

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L’esperienza internazionale

In questo periodo Pajetta subisce sia l’influenza del post-cubismo sia del surrealismo. Questa apertura internazionale è esplicitata molto bene a Palazzo Reale. Dove in particolare abbiamo ricostruito la parete della mostra che fece a Parigi nel 1935. In quella occasione espose tre opere che sono il manifesto della sua pittura a quel tempo. Dimostrano quali sono gli interessi intorno a cui si muove il Pajetta internazionale” spiega Paolo Biscottini. “Quando poi ritorna in Italia, Pajetta riprende i temi della tradizione artistica italiana. Appartiene a una famiglia di artisti veneti. Quindi c’è in lui una forte accentuazione del cromatismo. Ed anche una fedeltà per quelli che sono i principi tradizionali della pittura italiana, ma con una sensibilità acquisita dall’esperienza francese. La pittura anche nei temi più tradizionali: della figura, della natura morta, del ritratto o del paesaggio, tutti rappresentati in mostra. È una pittura che viene via via allentando i rapporti con la realtà. Fino a giungere alle soglie di una concezione astratta del reale. A favore di una pittura corsiva, non narrativa e molto introspettiva, surreale“.

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Pajetta da riscoprire

Guido Pajetta è un pittore molto interessante, che ha avuto grande successo fino agli anni ’70. Come ricorda Paolo Biscottini: “Poi è caduto un po’ nell’oblio, come spesso è capitato a tanti artisti. Con questa mostra lo riproponiamo all’attenzione del pubblico. Perché fa parte del patrimonio artistico italiano recuperare la memoria di artisti che sono stati grandi. E hanno partecipato a tutte le vicende creative del tempo. Ma legate anche al contesto in cui vivevano. Pajetta è un artista che vive le inquietudini del tempo. È una storia molto italiana, molto occidentale e milanese. Visse sempre a Milano. E poi gli studi all’Accademia di Brera, l’incontro con il gruppo Novecento, con Sironi e Carrà“.

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Informazioni
+39 0288445181
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Dal: 05/07/2019 al: 05/09/2019
Duomo
Palazzo Reale Milano
Piazza del Duomo, 12 - Milano
Gratis
Lunedì dalle 14.30 alle 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30; giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30
Dove
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All'ombra del Duomo, Palazzo Reale Milano è un luogo consacrato all'Arte e alle sue molteplici declinazioni
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