Mario Merz, Igloos, ph. Renato Ghiazza, Hangar Bicocca

Gli Igloo di Mario Merz in esposizione all’Hangar Bicocca

Evento terminato

La Città irreale di Mario Merz, artista milanese tra i più rilevanti del secondo dopoguerra, maestro dell’Arte povera, occupa l’Hangar Bicocca con la mostra Igloos  

Dal 25 ottobre al 24 febbraio 2019, Pirelli Hangar Bicocca presenta Igloos, la mostra dedicata a Mario Merz (Milano 1925- 2003), tra gli artisti più rilevanti del secondo dopoguerra e figura chiave dell’Arte povera. L’esposizione riunisce per la prima volta in Italia un corpus di trenta delle sue opere più iconiche, gli igloo, datati tra il 1968 e l’anno della sua scomparsa.

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Una costellazione di oltre trenta opere di grandi dimensioni a forma di igloo per un paesaggio dal forte impatto visivo. Il progetto espositivo, curato da Vicente Todolí e realizzato in collaborazione con la Fondazione Merz, è il frutto di un lavoro durato quasi tre anni. Ed è allestito negli spazi delle Navate e del Cubo di Pirelli Hangar Bicocca.

Offre l’occasione per osservare da vicino lavori di importanza storica di Mario Merz, provenienti da numerose collezioni private e museali internazionali. Tra cui il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, la Tate di Londra, la Nationalgalerie di Berlino raccolti ed esposti insieme per la prima volta in Italia.

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Gli igloo di Merz sono riconducibili visivamente alle primordiali abitazioni. Diventano per l’artista l’archetipo dei luoghi abitati e del mondo. E la metafora delle diverse relazioni tra interno ed esterno, tra individualità e collettività. La delicata precarietà delle installazioni assume una valenza simbolica, talvolta politica. Aprendo a una riflessione dell’artista sulla vita contemporanea.

L’igloo è una casa, una casa provvisoria. Siccome io considero che in fondo oggi noi viviamo in un’epoca molto provvisoria, il senso del provvisorio per me ha coinciso con questo nome: igloo. (Mario Merz) 

L’esposizione si apre con La goccia d’acqua, 1987, il più grande igloo mai realizzato da Merz per uno spazio interno, di dieci metri di diametro. Fu presentato in occasione della sua mostra personale al CAPC musée d’art contemporain de Bordeaux. Nelle Navate il percorso espositivo viene scandito da una serie di numeri al neon, sono i Numeri di Fibonacci.

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La disposizione degli igloo si sviluppa, poi, in nuclei che seguono un ordine cronologico. Si parte dai primi, concepiti negli anni ‘60, da Igloo di Giap(1968) e Acqua scivola (1969). Quelli degli anni ‘70: tra gli altri, sono presenti Igloo di Marisa (1972) e If the hoar frost grip thy tent Thou wilt give thanks when night is spent (1978).

Le evoluzioni degli anni ’80 e ’90, periodo in cui gli igloo di Merz diventano più complessi, sono testimoniate, ad esempio, da Igloo del Palacio de las Alhajas (1982) e da Senza titolo (doppio igloo di Porto, 1998) realizzato per la personale alla Fundação de Serralves curata da Vicente Todolí. Nello spazio esterno di Pirelli Hangar Bicocca è presentata 74 gradini riappaiono in una crescita di geometria concentrica (1992), opera costituita da otto igloo formati da tondini metallici e da blocchi di pietra a terra.

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Dal: 25/10/2018 al: 24/02/2019
Bicocca
Pirelli HangarBicocca: centro dell’arte contemporanea
via Chiese, 2 - Milano
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Da giovedì a domenica aperto dalle 10.00 alle 22.00; da lunedì a mercoledì: chiuso
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