Experience Exhibition sul clima

Experience Exhibition al Museo di Storia Naturale

La prima Experience Exhibition sul cambiamento climatico arriva al Museo di Storia Naturale. Cause ed effetti del riscaldamento globale attraverso fotografie del National Geographic, tecnologie immersive e interattività

La prima Experience Exhibition sul cambiamento climatico apre al Museo di Storia Naturale (Corso Venezia 55) dal 7 marzo al 26 maggio. Il progetto è prodotto dal Museo di Storia Naturale di Milano, dal Comune di Milano | Cultura, OTM Company e Studeo Group, in collaborazione con National Geographic Society. Da segnalare anche la supervisione scientifica del Presidente della Società Meteorologica Italiana, Luca Mercalli.

In questa Experience Exhibition si assiste alla trasformazione del pianeta dovuta al riscaldamento globale, raccontata da oltre 300 scatti dei grandi fotografi del National Geographic. Il percorso espositivo è suddiviso in momenti distinti: esperienza, consapevolezza e azione. La costante di tutte le tappe è l’interattività. Quest’ultima è resa con installazioni digitali, olfattive e sonore che rendono lo spettatore parte attiva.

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Un’esperienza immersiva alla scoperta delle catastrofi terrestri

La mostra coinvolge il visitatore a 360 gradi con tecnologie digitali immersive. In più, gli permette di capire in profondità le cause e gli effetti (attuali e futuri) del riscaldamento globale. Dalla fusione dei ghiacci che si riducono drasticamente ai fenomeni meteorologici estremi a cui stiamo assistendo negli ultimi anni. Il progetto, difatti, vuole raccontare il profondo cambiamento del nostro pianeta.

Quando si parla di riscaldamento globale, generalmente si pensa a una cosa lontana da noi nel tempo e nello spazio. L’Experience Exhibition, invece, vuole far capire che le conseguenze sono imminenti e visibili già da adesso. Ondate di caldo senza precedenti, innalzamento esponenziale del livello dei mari, aumento di tempeste e uragani. Il mondo si sta ribellando e questo ci tocca da vicino perché condiziona la nostra vita. Una tragedia globale destinata a intensificarsi se non si interviene tempestivamente.

Un tentativo disperato di dare speranza. L’idea attorno cui ruota la mostra è che la terra non può morire. Soffre, cambia, si evolve, ma non scompare. A scomparire, però, potrebbero essere le condizioni per la vita umana. Il 2018, infatti, è stato il quarto anno più caldo della storia. Per un futuro certo e positivo bisogna capire a fondo il rapporto causa-effetti che regola il riscaldamento globale e agire di conseguenza.

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Esperienza, consapevolezza, azione

Quando si parla del delicatissimo ecosistema terrestre bisogna procedere a piccoli passi. Ecco da cosa deriva la scelta della suddivisione del percorso in momenti diversi.

La prima sala ospita il momento dell’esperienza. Qui sono proiettate lungo tutte le pareti immagini delle meraviglie naturali del pianeta. Lo stupore dovuto alla natura rigogliosa lascia spazio allo sconforto alla vista delle catastrofi che coinvolgono ecosistemi ed esseri viventi. L’aspetto più originale è quello narrativo. Le realtà raffigurate, infatti, vengono spiegate dalle voci dei testimoni diretti. Un orso polare per il ghiaccio, una tartaruga per l’acqua, un elefante per la terra e un uomo per la plastica.

La seconda sala, invece, conduce al momento della consapevolezza. Mostra come le persone possono (e devono) cooperare per far fronte al cambiamento climatico. Alcune pareti sono interattive, altre con infografiche e illustrazioni che mostrano come le scelte dell’uomo abbiano influito in modo decisivo e irreversibile sull’ambiente. “La scelta etica di consumi più moderati – afferma Luca Mercalli – rappresenta l’unica possibilità di invertire una marcia che ci porta verso tempi ostili“.

La terza e ultima tappa del percorso espositivo affronta il tema dell’azione. Il messaggio lanciato è chiaro e conciso: ognuno di noi contribuisce, con le proprie scelte quotidiane, ai cambiamenti della terra. La nostra coscienza ci indirizza, sta a noi scegliere come comportarci nei confronti dell’ambiente.

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Informazioni
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Dal: 07/03/2019 al: 26/05/2019
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