Cesare Viel: Più nessuno da nessuna parte, al PAC

Il PAC presenta la personale di Cesare Viel Più nessuno da nessuna parte, la più ampia esposizione realizzata dall’artista concettuale in uno spazio pubblico

Dal 12 ottobre all’1 dicembre il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea presenta Più nessuno da nessuna parte. È la più ampia mostra personale di Cesare Viel in uno spazio pubblico. Ripercorre la pratica performativa dell’artista concettuale centrata sul connubio tra rappresentazione visiva e verbale. La mostra è promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta dal Pac con Silvana Editoriale e curata da Diego Sileo.

Scoprite QUI tutte le mostre a Milano


Cesare Viel, tra assenza e presenza

La memoria e il ricordo, la parola, il corpo e la definizione di sé sono temi ricorrenti nell’opera di Cesare Viel. L’artista di Chivasso, classe 1964, si distingue da sempre per il suo lavoro sul linguaggio, sulla forza evocativa delle parole. Nella sua ricerca artistica assume particolare importanza il coinvolgimento emotivo tra il narratore e l’osservatore. Attraverso un percorso accompagnato da diversi mezzi espressivi, che intrecciano performance, video, fotografia, poesia e narratori come Emily Dickinson, Virginia Woolf, Cesare Pavese.

La mostra al PAC presenta così una selezione di lavori passati e recenti, in cui emergono temi a lui più cari. Come nella nuova installazione Il giardino di mio padre. Gli oggetti sotterrati, dedicata alla memoria del padre. Il legame con il passato emerge anche in Lost in Meditation (1999), installazione imponente che apre la mostra ed è un richiamo all’infanzia dell’artista trascorsa in Veneto. L’opera offre un’indagine sul linguaggio nell’arte, ma anche sul tema sociale in un paese come il nostro che fino a pochi decenni fa era ancora per lo più una realtà agricola.

Nelle opere di Viel si trovano spesso immagini estrapolate dalla cronaca, che l’artista esplora e impersona alterando l’identità propria e altrui. Un esempio su tutti, la performance To the Lighthouse che mise in scena nel 2005 proprio al PAC, e in cui vestiva i panni di Virginia Woolf, la scrittrice inglese che in Orlando aveva sviluppato il tema dell’androginia.

Per arricchire l’esperienza, il PAC ha coinvolto musicisti, dj, performer, attori e registi. Che dialogheranno con le opere della mostra, in sinergia anche con le piattaforme di eventi diffusi che animano Milano in autunno. Per il programma completo, il sito www.pacmilano.it

Scoprite anche:
Milano Design Film Festival 2019
BookCity 2019, la grande festa dei libri
Charlie e la fabbrica di cioccolato alla Fabbrica del Vapore

Informazioni
+39 0288446359
Visita il sito web
Dal: 12/10/2019 al: 01/12/2019
palestro
Via Palestro, 14 - Milano
Medio
Mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 9.30 alle 22.30; martedì e giovedì dalle 9.30 alle 22.30; chiuso lunedì