Cesare Malfatti foto

Cesare Malfatti (ex La Crus) al Museo del Novecento

Evento terminato

Il cantautore milanese Cesare Malfatti, in coincidenza con il Giorno della Memoria, presenta dal vivo al Museo del Novecento il suo nuovo album La storia è adesso. Una performance davvero speciale, fra strumenti musicali futuristi e pagine di storia

Domenica 27 gennaio, in concomitanza con il Giorno della Memoria, il cantautore milanese Cesare Malfatti, ex La Crus, presenta dal vivo al Museo del Novecento (alle ore 17.00) il suo nuovo album La storia è adesso. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

Cesare Malfatti, La storia è adesso

Cesare Malfatti ha scelto, non a caso, il Museo del Novecento per presentare al pubblico milanese il suo nuovo lavoro discografico La storia è adesso (Riff Records). Il progetto è liberamente ispirato alla figura di Valeriano Malfatti, prozio di Cesare. Irredentista italiano, è stato protagonista di uno dei momenti più tragici della storia del nostro paese e del Trentino in particolare. Per quarant’anni (1880-1920) è stato podestà di Rovereto, deputato trentino al Parlamento dell’Impero asburgico a Vienna. Convinto sostenitore di una soluzione pacifica tra Italia e Austria, si adoperò per preservare la sua città, Rovereto, dalla distruzione e dal saccheggio. Proprio per questo Valeriano Malfatti fu accusato di irredentismo, infine internato nel campo di prigionia di Katzenau. Al termine della Grande Guerra, tornò a ricoprire il ruolo di sindaco di Rovereto e poi senatore del Regno d’Italia.

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La passione per questa storia ha spinto Cesare Malfatti a frugare negli archivi del proprio avo. La sua biografia è diventata così lo spunto per affrontare temi fin troppo attuali quali il confine, la guerra e la pace, la prigionia, il cambiamento.

Nel disco dell’ex La Crus la musica è quanto mai arte. Per gli arrangiamenti, Cesare Malfatti ha infatti avuto il privilegio di registrare le Macchine Intonarumori, la famiglia di strumenti musicali inventati dal futurista Luigi Russolo. I suoni campionati da tali registrazioni sono diventati l’anima portante dei brani del nuovo album di Cesare Malfatti.

Cesare Malfatti
L’ex La Crus Cesare Malfatti domenica 27 gennaio presenta il suo nuovo album La storia è adesso al Museo del Novecento

Cesare Malfatti, l’intervista di Milanodabere.it

Cosa ti ha portato a realizzare, e proprio ora, il concept album La storia è adesso?
Il progetto parte da lontano. Il disco è uscito alla fine del 2018, in occasione del centenario della restituzione del passaporto a Valeriano Malfatti con il quale potè rientrare in Italia. La vicenda che riguarda questo mio parente è complessa. In sintesi. È stato podestà, cioè sindaco di Rovereto. La città, prima della Prima guerra mondiale era sotto l’Austria. Tutto il Trentino era una minoranza di lingua italiana all’interno dell’Impero asburgico. All’inizio della Prima guerra mondiale, l’Italia era neutrale. Valeriano Malfatti era per la pace. In cambio della neutralità, l’Italia avrebbe potuto avere il Trentino dall’Impero asburgico. Le cose sono poi andate diversamente. L’Italia dichiarò guerra all’Austria e quest’ultima si vendicò su questi territori di lingua italiana. Rovereto era proprio attaccata al confine con l’Italia. Gli austriaci decisero di spopolare completamente la città. Valeriano da sindaco di Rovereto viene destituito e gli viene dato il compito di gestire l’evacuazione. Fu poi confinato e chiuso in un campo di internamento. Tutta questa mia ricerca è culminata con la realizzazione del disco.

Musica e luoghi dell’arte

Come nasce l’idea di portare dal vivo il disco nei musei?
Lo scorso anno, per il centenario della fine della Prima guerra mondiale, ho avuto la possibilità di presentare il nuovo album con un concerto al Mart di Rovereto. Come di consueto mi sono occupato della parte compositiva della musica. I testi delle canzoni li ho affidati a vari amici, cantautori come Luca Gemma, Alessandro Grazian, Giulio Casale, Luca Lezziero, Gianluca Massaroni e Fabrizio Coppola. Ci saranno anche loro domenica 27 gennaio al Museo del Novecento.

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Futurismo e Macchine Intonarumori: come sono entrati nel disco?
Il legame con l’arte nasce però anche dal fatto che per questo disco ho avuto la possibilità di suonare e registrare quattro macchine intonarumori custodite al Mart. In quegli anni Rovereto era importante centro del Futurismo, città di Depero. Nel 1913 circa il futurista Luigi Russolo progettò la serie di macchine intonarumori. Le originali andarono distrutte in un incendio a Londra. Oggi ne esistono solo delle riproduzioni. Quelle conservate al Mart sono degli anni ’90. Ma l’associazione NoMus, che cura il concerto al Museo del Novecento, di recente ha recuperato quattro macchine intonarumori che giacevano negli scantinati della Casa di riposo Giuseppe Verdi. Sono degli anni ’70, quindi credo le più antiche riproduzioni esistenti. Le portiamo in concerto al Museo del Novecento. Ma ci sarà anche un pianoforte molto speciale, opera dell’artista Enzo Umbaca, in cui le corde relative ai tasti neri sono preparate con filo spinato. Con me suoneranno Chiara Castello (voce, loopstation), Thomas Umbaca (piano), Laura Pronestì (macchine intonarumori) e Giuliano Lott (voce recitante).

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Dal: 27/01/2019 al: 27/01/2019
Duomo
Piazza del Duomo, 8 - Milano
Gratis
Ore 17.00