“Canova. I volti ideali” arriva alla Galleria di Arte Moderna

Canova. I volti ideali arriva alla Galleria d’Arte Moderna e ricostruisce l’evoluzione delle famose “teste ideali” dell’artista

Canova. I volti ideali è il nome della mostra che arriva alla Galleria d’Arte Moderna di Milano dal 25 ottobre al 18 febbraio. L’obiettivo dell’esposizione è quello di ricostruire l’evoluzione nel tempo delle “teste ideali” canoviane conosciute in tutto il mondo, che incarnano le diverse declinazioni della bellezza femminile.

La mostra fa parte del progetto #canovamilano insieme a “Canova|Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna” alle Gallerie d’Italia. È prevista, inoltre, un’agevolazione per chi vuole vedere entrambe: il biglietto d’ingresso della prima esposizione visitata dà diritto all’ingresso ridotto alla seconda.


E quale miglior posto della GAM, famosa per la sua collezione di arte neoclassica? La galleria, difatti, custodisce già tre capolavori di Canova:  il modello originale in gesso di Ebe, il busto in bronzo di Napoleone e l’erma in marmo della Vestale. La mostra è curata da Omar Cucciniello e Paola Zatti e promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Galleria d’Arte Moderna di Milano e dalla casa editrice Electa.

In esposizione 39 opere dell’arte neoclassica, delle quali ben 24 sono di Canova. Tra queste, cinque sono in Italia per la prima volta. Provenienti dai principali musei nazionali e internazionali, come gli Uffizi di Firenze o l’Heritage di San Pietroburgo, queste opere ricostruiscono non solo la storia di un artista, ma anche quella di un genere.

Ma chi è davvero Canova?

Antonio Canova nasce a Possagno negli anni ’50 del ‘700 ed è considerato il fondatore della scultura moderna. Figura carismatica e di spicco, ha cambiato il gusto di un’intera epoca storica, proponendo nuovi modelli di bellezza ideale.

Ma è l’ultimo decennio di attività che lo vede realmente famoso. È in questo periodo, infatti, che l’artista si dedica agli effigi femminili di personaggi ideali e idealizzati, attorno cui ruota la mostra alla GAM. Canova, in queste sperimentazioni artistiche, vuole indagare le diverse sfaccettature e manifestazioni della bellezza femminile. Per farlo, l’artista si cimenta in un’ossessionata ricerca di equilibrio tra l’idealizzazione di derivazione classica applicata alla scultura e lo studio della natura.

L’evoluzione documentata in Canova. I volti ideali si evince facendo il paragone tra il virtuosismo marmoreo delle sculture iniziali, e la semplificazione formale ed espressiva di quelle risalenti all’ultimo periodo. Questo percorso trova il suo punto più alto nella Vestale. 

La mostra ripercorre le fasi dell’arte di Canova per mettere in luce i motivi che lo collocano in una posizione di rilievo assoluto nell’orizzonte artistico Occidentale. I cambiamenti innescati dalle sue tecniche sono riscontrabili, alla fine dell’esposizione, in una scultura di Giulio Paolini. Questo permette di capire come l’arte di Canova non vada solo apprezzata per la sua magnificenza, ma sopratutto per la sua tendenza di catalizzatore dell’arte moderna.

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Canova. I volti ideali racconta un genere dall’inizio alla fine.

Canova. I volti ideali è suddivisa in 5 sezioni che raccontano il genere dagli albori. Si inizia dalla sensibilità romantica di ispirazione rinascimentale. Si conclude, poi, con i preziosi marmi dedicati ai diplomatici inglesi che hanno appoggiato Canova nella missione di recupero delle opere d’arte italiane sottratte dalle truppe napoleoniche.

L’allestimento curato da Massimo Curzi ha luogo al piano terra della Villa Reale che mantiene le sue sembianze settecentesche, proprie degli ambienti neoclassici. Della stessa matrice sono le prospettive, le decorazioni e l’uso frequente di specchi e riflessi che si ritrovano nella sala. Questi ultimi, in particolare, risultano utili per dare un’interpretazione contemporanea all’arte Canoviana, incentrandola sullo sguardo.

Il progetto espositivo è accompagnato, inoltre, da un programma che prevede concerti, attività didattiche e visite guidate.

Le cinque sezioni della mostra

Dal ritratto all’ideale” presenta la musa “Clio”, la prima “testa ideale” creata da Canova e donata alla Contessa d’Albany. La figura femminile rappresentata vanta dei tratti perfetti, riconducibili probabilmente all’idealizzazione di un ritratto di Elisa Baciocchi.

Elena e Isabella”, invece, mette in esposizione il primo marmo in busto di Elena di Troia, donato da Canova a Isabella Teotochi Albrizzi. Talvolta, il busto si trova in coppia con quello di Paride. È il caso di quelli provenienti dal museo Hermitage di San Pietroburgo, che rappresentano il focus di questa sezione.

“La Vestale”, ispirata a prototipi antichi, costituisce il punto più alto dell’arte scultorea di Canova. In questa fase l’artista privilegia la rarefazione formale, a svantaggio degli elementi decorativi. Per la prima volta, in “Canova. I volti ideali” sono riunite le tre versioni della Vestale: quella di Milano, quella proveniente dalla Fondazione Gulbenkian di Lisbona e, infine, quella custodita al J. Paul Getty Museum di Los Angeles.

“Un tipo della beltà italiana”, di derivazione Rinascimentale. Qui si trovano alcuni busti ispirati alla letteratura italiana e all’arte dei cosiddetti Primitivi (pittori del Tre e Quattrocento). L’obiettivo è quello di proporre un prototipo di bellezza italiana moderna che fa da preludio al Romanticismo. Per evidenziare questa tendenza, è stato allestito un originale confronto tra i busti della Beatrice dantesca e di Eleonora d’Este e  i volti della pittura a fresco di Ghirlandaio, ammirata da Canova durante i viaggi a Firenze.

La quinta e ultima sezione L’idea e la poesia”, infine, rappresenta l’arte di Canova alla fine della sua carriera. Le figure idealizzate si confrontano con i soggetti senza attributi, tipici dell’antichità greco-romana. Lo scopo è quello di attribuire alla classicità il valore che si merita.

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Dal: 25/10/2019 al: 18/02/2020
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Galleria d’Arte Moderna – GAM: le opere dell’ottocento
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