Generazione Disagio occupa con il teatro i cortili di Milano

AssembLamenti, pratiche teatrali di buon vicinato“: il collettivo artistico Generazione Disagio occupa con il teatro i cortili di Milano. Un esperimento di cittadinanza attiva per ricostruire una comunità

Il collettivo artistico Generazione Disagio lancia un progetto di vicinanza umana, poetica ed emotiva. Dove? All’interno dei caseggiati della città di Milano. Assemblamenti – con la lettera L – nasce dalla voglia di stare insieme, di superare le barriere tra vicini di casa e costruire un’identità collettiva.

Lo spettacolo lo fanno gli inquilini stessi. Gli attori creano l’occasione. La narrazione prende vita grazie a piccole azioni compiute dai condomini e alla condivisione di storie, immagini e ricordi. Gli attori diventano spettatori e viceversa. Le finestre e i balconi, già protagonisti di questo lockdown, si trasformano in
palchetti e palcoscenici. Gli attori sdraiati per terra orchestrano una drammaturgia collettiva originale, ogni volta nuova.


Il pretesto è quello di divulgare le norme del regolamento di condominio. L’obiettivo è quello di creare uno spazio di condivisione occupando i cortili condominiali con un’azione teatrale, strumento perfetto per
ribaltare abitudini e divieti.

Non è possibile tornare a fare teatro, se prima non si ricrea una comunità: come possiamo ripartire insieme e costruire un mondo più giusto, se non conosciamo neanche i nostri vicini di casa? (Enrico Pittaluga, ideatore di Generazione Disagio)

In questi mesi siamo stati sommersi da regole e limitazioni per tutelare la salute pubblica, che però ci hanno isolati e resi timorosi l’uno dell’altro. Abbiamo voluto invertire la tendenza: giocando con le norme e i divieti del regolamento di condominio, proviamo a tessere vicinanza ed empatia. Ridere insieme dei nostri limiti, è già un modo di superarli. (Luca D’Addino, attore e giullare contemporaneo)

Quando e dove

Quando volete, dove volete, all’interno della area metropolitana di Milano, su prenotazione: vi invitiamo
ad invitarci! “. Secondo gli attori questo tipo di progetto è necessario perché “Il compito dell’artista non è esibire il suo talento, ma creare un’occasione d’incontro, che dia voce a speranze, timori, voglie e sogni, che smettono di essere individuali e diventano collettivi“. Per proporre un’iniziativa o per conoscere le date (le prossime a partire dal 13 e 14 giugno) basta seguire le pagine Facebook, Instagram o YouTube di Generazione Disagio, senza perdere di vista l’hashtag ufficiale #occupycortile.

Come nasce il progetto

L’idea nasce dall’incontro tra Luca D’addino ed Enrico Pittaluga durante la quarantena. I due avevano già lavorato insieme a Dario Fo, come presentatori per gare di poetry slam e con l’associazione B.LIVE e la Fondazione Corriere della Sera per un progetto di storytelling. Le code al supermercato e le brevi passeggiate al parco sono diventate una fucina di idee che hanno portato a questo esito teatrale e comunitario. L’apporto della scenografa Marina Conti e le musiche di Maurizio Pala hanno fatto il resto. Alla squadra si è poi aggiunta Adele Firpo, che dovendosi laureare con una tesi sull’audience development teatrale in un momento in cui i teatri erano chiusi, ha trovato in questo progetto il perfetto materiale di studio.

Generazione Disagio è un collettivo artistico nato nel 2013 che crea spettacoli e performance originali con
una forte predisposizione alla contemporaneità, alla nuova drammaturgia, al coinvolgimento di nuovo
pubblico e al rapporto diretto con l’audience. Il loro è un linguaggio innovativo, diretto, provocatorio e divertente, dissacrante e poetico.

Leggi anche:

I classici dell’Elfo su Internet
Tutti i teatri di Milano, la guida completa
Il Balletto di Milano e quel “Ci manca…” realizzato in quarantena