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Oh bej! oh bej!

MILANO IN FESTA – Milano da bere, Milano che lavora, Milano con la nebbia, Milano e la moda. Quando si arriva a Sant’Ambrogio, il binomio che oscura gli altri non può che essere Milano e gli Oh bej! oh bej!, tradizione che si tramanda da secoli e secoli. Il 7 e l’8 dicembre, quest’anno nell’inedita cornice delle vie intorno al Castello Sforzesco, si perpetua la fiera-mercato che, sin dal 1510, anima le vie, le piazze, i vicoli della city briosa e luccicante per l’imminente arrivo del Natale.

UNA TRADIZIONE DAL 1510 – Pare che il nome Oh bej! oh bej! derivi dall’esclamazione – Che belli! Che belli! – dei bambini milanesi che, nel 1510, ammiravano i doni portati da papa Pio IV. A quei tempi i ‘firon’, lunghi fili colmi di castagne, erano l’attrazione principale, insieme al castagnaccio, alle bambole di pezza e alla mostarda. Oggi lo scenario è cambiato e la contaminazione interculturale ha avuto luogo, offrendo al visitatore una multirazialità colorata e affascinante.

IL MONDO IN UN MERCATO – Accanto al banchetto delle caldarroste compaiono così bancarelle di manufatti africani, la bigiotteira cinese, gli abiti e gli accessori sudamericani, i cappellini andini. A distanza di pochi metri sembra di passare dai mercatini di Mont Martre a Parigi, al Rastro di Madrid, sostando nel Suq del Cairo e nel Copy-Market di Pechino. Scontrandosi nella folla, si condivide non solo la ricerca al regalo più jolie, ma una sollecitazione sensoriale che appaga gli occhi, fra colori sgargianti e forme intriganti, il gusto, fra vin brulé, frittelle, castagne e formaggi filanti, il tatto, fra tessuti orientali così lisci e ruvidi al tempo stesso e la lana materna dei cappelli, e l’odorato, con invitanti aromi che avvolgono in un quid di piacevole indefinitezza.