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Vinicio Capossela

Per poco più di due ore, lo scorso 16 luglio, l’Arena Civica è sparita. Ha abbandonato il  ed è salpata verso mari lontani a caccia di balene, guidata da capitan Uno spettacolo tra , poesia e , con tanto di costumi, e perfino una scenografia mobile a forma di ventre di balena o chiglia di nave, a seconda dei momenti. Il viaggio comincia con i brani dell’ultimo concept, Marinai, profeti e balene, e si addentra, man mano, verso gli abissi più oscuri, fra lo sciabordio delle onde, i rumori delle cime e i cori pirateschi. Una naumachìa con eroi da epopea, ciclopi e “creature dimenticate da Noè”, tra cui civettano eccezionalmente le Sorelle Marinetti in versione sirenette maliziose. Con L’Uomo Vivo, poi, si apre la parte finale del , un caleidoscopio di colori e suoni da sagra popolare, tanto irresistibile da scatenare “danze su sedia” e balli sfrenati “sotto palco”. E siccome al meglio non c’è mai fine, Il ballo di San Vito e Le sirene accompagnano l’approdo della nave. Si accendono le luci. È di nuovo terra ferma.


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