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Simone Cristicchi: “A Sanremo 2019 mi metto a nudo”

Dalla canzone impegnata Abbi cura di me al documentario sulla felicità, Simone Cristicchi a Sanremo 2019 racconta la sua carriera

Voleva cantare come Biagio Antonacci un tempo, Simone Cristicchi, ora in gara a Sanremo 2019 con Abbi cura di me. Il titolo è anche quello della raccolta dei suoi successi – omaggio a Biagio Antonacci compreso. Un viaggio alla scoperta del mondo versatile dell’artista, che ha fatto della sottile ironia e della riflessione profonda la sua cifra stilistica.

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Mi sono emozionato tantissimo quando ho eseguito per la prima volta la canzone sul palco dell’Ariston, al punto che temevo a un certo punto di sbagliare addirittura l’esecuzione – racconta Cristicchi. E ancora: “Probabilmente perché con questo brano mi metto veramente a nudo. Sento molto la responsabilità delle mie parole mentre lo canto. Non mi aspettavo questa calorosa accoglienza da parte del pubblico nei miei confronti, a tanti anni di distanza dalla mia ultima partecipazione al Festival. Abbi cura di me è una poesia in musica. Una canzone speciale avvolta da una magia e mi fa molto piacere sapere che anche gli altri percepiscono le mie sensazioni”.

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E sulla sua canzone continua: “Nei versi della canzone, ricorre il tema millenario dell’accettazione, della fiducia, dell’abbandonarsi all’altro da sé. Che sia esso un compagno, un padre, una madre, un figlio o Dio. Nelle mie intenzioni, questo brano vuole essere una preghiera d’amore universale. Una dichiarazione di fragilità, una disarmante richiesta d’aiuto”.

I numeri di Cristicchi parlano chiaro. A parte una quantità infinita di riccioli, si contano oltre 100.000 ascolti su Spotify e oltre 300.000 visualizzazioni su YouTube. E un documentario. Happy Next – alla ricerca della felicità è il nuovo lavoro con cui il cantautore risponde alla domanda che tutti si sono chiesti almeno una volta nella vita: Che cosa è veramente la felicità? Lo fa con i racconti di personaggi dello spettacolo o della cultura, ma anche di tutti i giorni, da Pippo Baudo a Gianluca Nicoletti, da Flavio Insinna a Mogol, fino ad arrivare a suore, filosofi, scienziati. Magari fino ad arrivare, di nuovo, a quella Studentessa universitaria, triste e solitaria, di tanti anni fa…

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