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L’intervista mancata a Enzo Jannacci

L’ILLUSIONE- Sarà stato il nome troppo nostalgico di rampantismo della nostra testata, Milanodabere per l’appunto;  sarà stata la stanchezza per aver rilasciato una lunga intervista ad una testata nazionale televisiva; sarà stata la diffidenza nei confronti del web (che non si sentano offesi i nostri 12.000 lettori quotidiani) per farci snobbare da Enzo Jannacci. Un’intervista che ho desiderato da sempre, per la stima artistica nutrita nei confronti del cantautore milanese. Dopo quaranta minuti di attesa snervante, il suo staff trova un modo gentile e garbato per liquidarmi, per farmi capire che ogni pensiero rilasciato al mio microfono sarebbe stato tempo perso. Per accontentarmi mi suggeriscono di aspettare alla fine del concerto, per elemosinare una foto ricordo o un autografo su un vecchio disco.

LA DELUSIONE – E pensare che quando scelgo alcuni personaggi da intervistare, lo faccio con l’entusiasmo e il presupposto che questi incontri lascino qualcosa al sottoscritto e al lettore. L’immaginazione gioca brutti scherzi e così vedevo quella chiacchierata magari davanti ad un caffè bollente, rivedendo qualche vecchio disco al fine di spulciare nel suo percorso artistico. E’ proprio vero che certe situazioni ti accadevano nella Milano in bianco e nero di quaranta anni fa. Incontravi fuori ad un bar uno chansonnier, scambiavi quattro chiacchiere e spesso ti ritrovavi a pranzare con lui, dandoti una paccata sulla spalla come due vecchi amici.  Si predica bene e si razzola male. I giovani dovrebbero essere spronati per il confronto che desiderano avere con altre generazioni ma poi vengono feriti.

UNA LETTERA SINCERA MA SENZA RISPOSTA – Adesso le domande giaceranno nel vuoto senza risposta. Rincasando, ho tirato dal mio zaino la copertina dell’album “Come gli aeroplani”, che porta in copertina la foto del papà di Jannacci. Mi è venuta in mente una bella canzone di questo cd dal titolo “Lettera da lontano” ed alcune parole: “lettera da lontano, lettera da spedire con l’indice di una mano, lettera scritta fuori dai denti, lettera senza  firma , lettera con pochi argomenti…”. La mia lettera sincera ad Enzo Jannacci è stata stropicciata e accartocciata ed è stata rispedita indietro dal destinatario.



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