Jovanotti e la sua “musica giusta”

Jovanotti: “Una musica giusta, in un mondo sbagliato“. Dai grandi successi del passato, al Jova Beach party e il suo “sbarco sulla luna”.

E come ogni vacanza che si rispetti, anche il Jova Beach Party si è concluso in aeroporto. E in che modo, poi. Non si può dire, però, che Jovanotti non avesse avvertito. “Il mio sbarco sulla luna”, l’aveva definito…  è così è stato, nel vero senso della parola. A Linate, infatti, si è verificato il primo duetto spazio-terra con un collegamento di 400 km. Il comandante della navicella Iss, Luca Parmitano, insieme a Jovanotti ha cantato Non m’annoio. E no, che non si annoiano. E nemmeno noi.

Jova ha voluto proprio ricreare nelle spiagge italiane Il più grande spettacolo dopo il big bang, segnando in modo irreversibile l’inizio di una Nuova era. L’era di un cantante che non vuole mollare il suo essere dj e che decide di rendere speciale l’estate delle persone regalando scariche di energia dal palco per otto ore di fila.


“Una musica semplice, in un mondo intrecciato. Una musica giusta, in un mondo sbagliato”… lo dice lui stesso in Sbagliato, una delle canzoni contenute nell’album Oh vita!. E, mai più di ora, questa frase può essere considerata attuale. Quella in cui viviamo oggi è una realtà caratterizzata da odio, conflitti, eterno rimpianto di ciò che era e perenne insoddisfazione di ciò che è. Ma Jovanotti, con la sua musica evergreen continua a dare un messaggio di positività a chiunque lo ascolti. E il successo del format Jova Beach Party ne è la conferma: migliaia di persone insieme a cantare le canzoni della loro infanzia, della loro adolescenza e del loro presente insieme al loro artista del cuore.

Il messaggio di fiducia di Jova

Il segreto del suo successo? Per quanto mi riguarda, il fatto di “prestare le parole” a chi lo ascolta. A me, per esempio, ne ha prestate tantissime. Nell’amore adolescenziale con Serenata Rap e, poi, in quello più maturo, con Terra degli Uomini. Ancora, durante un cambio radicale come il trasferimento, ricordo bene che mi ripetevo sempre “Ascolto le storie disposto a crederci un po’. Che siamo figli di qualcuno, il resto è tutto da fare. Non ho radici, ma piedi per camminare”.

O le volte in cui non ho sfruttato al meglio le mie potenzialità e mi sono sentita come “Chi ha le ali e non vola”. Quando ne ho avuto bisogno, mi ha anche ricordato che ci vuole perseveranza e pazienza nel raggiungimento dei propri obiettivi – “E hai disegnato a colori il mondo che hai immaginatoTe ne vai in giro a fare tentativi, finche non avrà combaciato” – e che il sacrificio per farlo è una condizione umana che accomuna tutti.

Più attuale che mai, poi, “La voglio qui per me, la voglio qui per te. La voglio anche per chi non la vuole per sé. – canta Jova in Viva la LibertàE continua –Tempi difficili, a volte tragiciBisogna crederci e non arrendersi”. Quello di Jova, sia nella sfera riguardante i sentimenti e le sensazioni, sia in ambito socio-culturale, è un messaggio di fiducia. Però, se è vero che la musica deve dare messaggi culturalmente e socialmente positivi, è vero anche che affinché questi messaggi arrivino e risultino credibili, ci vuole una personalità in linea con tali principi. Ed è questa la sua forza.

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