Intervista a Luca Barbarossa

La mamma è sempre la mamma. Lo sa bene Luca Barbarossa che qualche anno fa, alla mamma, ha dedicato una delle canzoni più belle della discografia dell’universo e della sua vastità, Portami a Ballare.

“Le mamme ci mettono al mondo e le donne sono sacre, segnala questa, perché è una cosa che facciamo fatica a capire” – ci racconta Barbarossa nel backstage del Festival di Sanremo, dov’è tornato. La sua canzone è Passame er sale (Premio Lunezia come miglior testo), tratta dal suo prossimo album, di un’etichetta tutta sua, dal titolo Roma è de tutti.

Roma è de tutti: In che senso? (pensare alla famosa scena con la battuta di Carlo Verdone)
Roma è de tutti nel senso che le belle cose sono di tutti. L’Italia è un Paese da rispettare, ricco di monumenti e centri storici, Roma, poi, è un patrimonio universale che appartiene a tutti”.

La dieta e la pennichella sono due temi di questo nuovo album. Tutto in dialetto romano. Non so se capirò tutti i testi…
“Il dialetto è un modo per includere: pensa a Passare er sale, è quasi italiana, c’è un leggero accento, una pigrizia espressiva tipica dell’intimità di quando si sta tra amici o in famiglia, di quando si cazzeggia. La dieta? Nun se po’ fa’ un disco de Roma senza parlare de magna’: nell’abum c’è una descrizione minuziosa delle ricette romane, dalla cacio e pepe alla picchia po’”.

Prego?
“Carne di bollito ripassata in padella con cipolla e pomodoro, picchia po’. Se non sei un romano doc non la puoi conoscere”.

E la pennichella?
“Una tradizione romana, irrinunciabile. La canzone La pennica è dedicata al pisolino, alla siesta, alla consapevolezza che il mondo può girare anche senza di noi, chiamala un po’ come vuoi”.

Roma è de tutti, la copertina del nuovo album di Luca Barbarosssa

Roma è de tutti, la copertina del nuovo album di Luca Barbarosssa

Torniamo alle donne. Dopo la dedica alla mamma, una dedica alla tua città.
“In realtà sono a Sanremo per amore: la canzone è una dedica a mia moglie. È metà francese e metà catalana, un caratterino mica da ridere, ma con Passame er sale voglio confessarle di voler continuare per sempre la nostra relazione che dura da vent’anni”.

Nell’album ci sono due collaborazioni: Fiorella Mannoia e Mannarino. Ce ne parli?
“Con Fiorella canto un inno alla romanità, con i suoi pregi e i suoi difetti. Il duetto con Mannarino, invece, affronta il tema della violenza di un ragazzo di colore pestato a morte da un gruppo di balordi. Alla fine ci saranno delle indagini e si scoprirà che lui è l’unico romano della storia. Chi nasce in un Paese, cresce o va a scuola in quel Paese, allora appartiene a quel Paese. Segna anche questo”.

La pennichella. Sarà uno spunto per le dirette di questo #Sanremo2018, fatta eccezione per il momento della sua bellissima poesia: “Ah si mi chiedi l’amore cos’è, Io non c’ho le parole che c’hanno i poeti, nun è robba pe’ me”. Daje.

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