Intervista a Le Vibrazioni

Così sbagliato è il nome della loro canzone in gara, così imbruttito è Francesco Sarcina, leader del gruppo Le Vibrazioni, anima rock di Sanremo 2018. Così rock da volere Skin al loro fianco, venerdì sera, quando, da regolamento, dovranno riarrangiare la canzone del Festival.

Stavo disegnando i personaggi di Dragon Ball insieme a mio figlio di sette anni – ci racconta Marco, al basso – e quando hanno annunciato in TV che saremmo venuti qui a Sanremo ho provato a esultare un minimo ma mio figlio è intervenuto perché dovevo finire di colorare i capelli“. Più rock di così.

Le Vibrazioni: il lato rock di Sanremo 2018

Le Vibrazioni: il lato rock di Sanremo 2018

Francesco, raccontaci di Così Sbagliato.
“La nostra canzone è un’opera rock, ci crediamo tanto. Abbiamo tradotto la song per Skin (sì, ha davvero detto “la song”, imbruttito si diceva, ndr) e lei l’ha fatta sua: una bomba atomica”.

E l’incontro con Skin?
“Quando abbiamo lavorato all’arrangiamento, abbiamo subito pensato al featuring con una donna. Abbiamo tirato fuori Skin, un po’ così per dire, ci sembrava irraggiungibile anche se io e lei abbiamo amici in comune, come Valeria Golino che è una sua super sister (sì, ha davvero detto “super sister”). L’abbiamo contattata ed è stata fantastica, ha sentito il pezzo e ha detto ‘It’s ok’. I musicisti, più sono grandi, più sono umili”.

Dopo Sanremo farete un tour?
“Sì, ma nei club: è la dimensione più giusta e modesta per partire, lì ci si può abbracciare, puoi toccare le mani di chi ti sta ascoltando”.

Il palco di Sanremo già lo conoscete. Quest’anno è diretto da Baglioni, un cantautore: ci sono differenze rispetto al passato?
“Ogni Sanremo è diverso dall’altro, noi siamo stati fortunati perché anche il 2005, quando siamo stati qui, c’erano parecchie band, proprio come adesso. Allora eravamo giovani, chiamavano i nostri genitori per sapere se ci avevano visto cantare. Ora, invece, siamo genitori noi e dopo l’esibizione chiamiamo i nostri figli per sapere quando vanno a letto”.

Ragazzi, devo dirvelo, avete le facce un po’ stanche.
“Sanremo è stancante, siamo a pezzi, ma siamo qui per questo: è un’esperienza emozionante e dopo giornate così non vedi l’ora di andare a suonare. È quasi liberatorio”.

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