Emma-Marrone

Intervista a Emma Marrone

Emma Marrone live al Mediolanum Forum. “Adesso sono una donna” – “Gli haters? Non voglio dare importanza a questi personaggi”

Camicetta nera, bottoni dorati. Capelli biondissimi e trucco perfetto. Una calma interiore mai vista prima: la filosofia rock di Emma Marrone sembra essere diventata, adesso, una filosofia zen. È così che si presenta l’ex coach di Amici, Emma, il giorno dell’uscita di Essere qui, il suo sesto album di inediti anticipato dal singolo L’Isola, un brano hipster ma non troppo, che poco ha a che fare con il resto del disco presentato al Teatro Principe di Milano (stessa città in cui è stato mixato e registrato), maturo e più ricercato.

L’Isola è un ringraziamento, è stato il motore che mi ha portato a questo cambiamento – ci racconta la cantante in attesa del suo live a Milano (Mediolanum Forum, venerdì 18 maggio ore 21) – ma non bisogna fermarsi qui: c’è dell’altro, non si giudica mai un libro solo dalla sua copertina“. Un disco inteso come un viaggio durato due anni, anche di registrazioni, perché “Una canzone è per sempre e le cose che durano per sempre mi mettono un po’ d’ansia: ho cercato, allora, di far restare per sempre la parte migliore di me, quella più matura. Ora sono una donna”.

In che senso, adesso ti senti una donna?
“Finalmente ho fatto pace con il mio lato femminile e non mi vergogno più se devo mostrarlo. Prima indossavo dei chiodi di pelle e camminavo in maniera più goffa, volevo dare importanza solo al mio lato artistico. Nell’ambiente discografico, se sei bionda e carina, allora non sai cantare: è automatico, non ti sto dicendo nulla di nuovo. È un pregiudizio che ho voluto combattere, ora non devo dimostrare più niente con la mia fisicità”.

Allora sei cambiata anche tu, non solo la tua musica.
“Sono pazza di gioia. Sono molto orgogliosa di me e delle persone che ho scelto di avere al mio fianco. Ho perdonato la mia parte più fragile e insicura, ho scoperto una Emma più paziente di prima. Di solito reagisco di pancia e ragiono con l’istinto, adesso ho imparato a respirare”.

L’Isola ha un suono diverso, mai sentito nella tua fase rock. Anche i musicisti del tuo album sono diversi, vengono da altri mondi musicali. Al tuo fianco, ad esempio, adesso c’è Paul Turner (bassista prima di Annie Lennox e ora dei Jamiroquai, ndr). Una scelta precisa?
“Che i musicisti siano lontani da un genere è solo una leggenda. Un musicista va dove c’è musica. Perché un bassista funk non può suonare in un disco pop? Io, poi, non mi sono mai voluta chiudere in un genere. Faccio scelte difficili o azzardate ma sono sempre le mie”.

Ecco, le tue scelte azzardate: come le tue esperienze in televisione?
“Sono malleabile, se c’è da fare musica la faccio e se c’è da fare televisione la faccio ma a modo mio. Una cosa non esclude l’altra. L’idea di tener separate le due realtà è solo italiana, all’estero un artista può fare tutto e non viene mai criticato”.

Criticato dagli haters? Sui social non ti sei mai risparmiata. Addirittura adesso, nel nuovo album, c’è un brano, Malelingue, che sembra tutto dedicato a loro. Posso riportare qualche pezzo? Canti: “Mi difenderò da tutte le cattiverie (…) non ho l’arroganza di piacere a tutti i costi ma non fare di me il bersaglio dei tuoi fallimenti.
“Non si tratta di un brano contro gli odiatori sui social, non voglio più dare troppa importanza a questi personaggi. La canzone è una spinta per reagire di fronte ai commenti negativi, ma c’è di peggio nella vita. Non passiamo da vittime, rispondiamo sempre con indifferenza. O, meglio ancora, con il sorriso. I social fanno parlare meno le persone tra di loro ma non è un problema mio. Io parlo anche troppo, non dico bugie, mi emoziono”.

Con chi ti emozioni?
“Beh, Vasco: ha un modo di raccontare la vita tutto suo, è sempre coerente”.

Penultima domanda: ti senti un modello per le ragazze che ti seguono, oggi, in questa tua fase molto più equilibrata e femminile?
“Mi dicono spesso di essere un esempio per le donne ed è un peso, perché è una responsabilità. Non dimentico mai l’educazione di mia madre e i valori che ho imparato da bambina, la sincerità e il rispetto. Con questi faccio la mia musica e porto i miei messaggi”.

Ultima domanda: tra gli autori delle tue nuove canzoni ci sono molti nomi conosciuti, come Federica Abbate, Giovanni Caccamo, Giuliano Sangiorgi. Tu invece sei autrice solo di un brano, Sorrido lo stesso. Come mai?
“Ti confido un piccolo segreto: quando mi arrivano dei brani nuovi da cantare non voglio mai sapere il nome degli autori. Scelgo una canzone per il suo messaggio, non per chi l’ha scritta. Scelgo il pezzo da mettere nel disco e solo dopo scopro il suo autore. Molti sono miei amici, alcuni sono emergenti, pensa che in tempi non sospetti ho chiamato con me sul palco artisti come Zibba o Ermal Meta, poi diventati importanti. Un palco non si nega a nessuno”.

Non hai risposto alla domanda sull’unico brano scritto da te.
“Beh, non sono così tanto egoriferita: io ho le mie canzoni ma queste mi sembravano più giuste per il mio lavoro di ora. Chissà, forse, nel prossimo anno, ci saranno solo canzoni mie”.

Riparte Essere qui in rotazione nella sala del teatro ed Emma se ne va, dopo gli inchini e dopo aver detto un grazie a chiunque. Assistenti, band, compagni, grazie alla mamma, grazie alla vita, “Ringrazio me stessa“. Ecco, se ne va ringraziando e senza più quel chiodo di pelle addosso: è la gentilezza, più di qualunque altra al mondo, la cosa più rock.

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