Intervista a Baglioni

Una volta era Fiorello che con la sua San Martino insegnava Giosuè Carducci (ve la ricordate? La nebbia agli irti colli… una delle sue hit di maggiore successo).

Oggi a dare lezioni in musica ci pensa Lorenzo Baglioni (no, non è Claudio, l’avete pensato solo leggendo il titolo, è andata così e ora, arrivati alla terza riga di questa intervista, state vivendo una grossa delusione. Ci dispiace).

Lorenzo Baglioni – il cognome è solo una coincidenza – professore di matematica (il suo album si chiama Bella, Prof!) e comico televisivo, è in gara a Sanremo tra le nuove proposte con una canzone dal titolo Il congiuntivo, che fa così: “Il congiuntivo ha un ruolo distintivo e si usa per eventi che non sono reali…” e poi via di declinazioni e nozioni di grammatica.

Lorenzo Baglioni a Sanremo con Il congiuntivo

Lorenzo Baglioni a Sanremo con Il congiuntivo

È tra i favoriti, è originale e apprezzatissimo (per la sua canzone si è scomodata addirittura l’Accademia della Crusca) ed è pronto per un nuovo programma televisivo su Sky che spazia dalla biologia alla fisica, dalla matematica al latino, in puntante di cinque minuti, brevi ma intense. L’abbiamo incontrato a Sanremo a poche ore dal debutto.

Vuoi farmi credere che tu sei il mago del congiuntivo e che non l’hai mai sbagliato in vita tua?
“Vuoi uno scoop? In realtà la mia è una canzone autobiografica. Canto una lezione sul congiuntivo ma il congiuntivo non lo so poi così bene, fa dannare in tanti, anche me. Adesso lo suono tante volte, non dico che l’abbia imparato, ma ci sto più attento”.

Allora, quando senti qualcuno che lo sbaglia, non ti scandalizzi più di tanto.
“Quelli che ti correggono di continuo li trovo insopportabili, mia mamma è una di quelli. Non sono così ma sono un grande amante della lingua italiana. Oggi, purtroppo, nel web, tutti scrivono e nessuno corregge”.

La musica che fai viene definita “pop educativa”: sarà la tua chiave artistica?
“Non lo so, non è ancora uscito l’album, è presto per dirlo. Magari mi stancherò di canzoni didattiche come questa e farò tutt’altro: bisogna fare quello che si ha voglia altrimenti non ha senso. Una cosa, però: credo moltissimo nell’ironia, può fare miracoli comunicativi, può far passare dei messaggi che altrimenti sarebbero inosservati”.

Con chi vorresti duettare?
Elio e le storie tese, senza dubbio: La terra dei cachi è una delle canzoni più geniali in assoluto e loro li trovo sulla mia stessa strada. Se Elio non fosse disponibile allora opterei per Piero Angela, è un pianista meraviglioso.

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