Fame di rivoluzione

L’elegante falsetto
di Ermal Meta, voce dei La Fame di Camilla, convince ancora una volta i suoi fan. Davanti ad un intimo pubblico, la pop
rock band pugliese si è esibita al Tunnel in occasione dell’uscita del nuovo album L’Attesa.
Insieme al
cantante di origini albanesi, anche Giovanni Colatorti (chitarra elettrica), Dino
Rubini (basso) e Lele Diana (batteria). Ad aprire la serata, La Stagione dell’Amore, prima traccia del nuovo progetto discografico, di maggiore intensità live rispetto alla versione registrata. Come succede anche con la romantica La mia parte
più debole
.

DA BARI A MILANO – “È sempre un
piacere tornare a Milano, grazie per l’affetto che ci date. È come sentirsi a
casa, come se fossimo a Bari”
, esclama il frontman, commosso nel sentire il
coro che parte dal pubblico con Storia di una favola, omaggio alla madre. E ancora
intime dediche in Un uomo, pensata per il figlio di Colatorti, e Come il sole a
mezzanotte
, ritratto di una notte di sogni e speranze in sala incisioni. E alla
faccia di chi conia termini come “bamboccioni”, “mammoni”, “sfigati”, sono una ventata
di maturità i brani Crescere e Rivoluzione “perché, ragazzi, dobbiamo
svegliarci e riprenderci quello che ci spetta!”
, invita a riflettere Ermal.

IL GUSTO DELL’ATTESA – Ricca la set list. Più di quindici brani, per uno show di due ore che rispolvera anche Non ti lascerò cadere mai (singolo tratto dalla compilation Puglia Sounds Now) e propone un nuovo arrangiamento di Un pezzo di cielo in più, senza violoncello, ma accompagnato dal suono delle vibrazioni delle corde del basso e dello xilofono. Peccato non abbia trovato spazio la malinconica ninna nanna Ne doren
tende
(in albanese, “nella tua mano”). Ma è nell’assenza e nell’attesa che si scopre l’importanza delle cose, stuzzicando la fame e il desiderio del gusto genuino Made in Puglia.

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